Camorra, scandalo Campania:
minori a rischio alle coop del clan

di Mary Liguori

6
  • 183
Quando hanno tentato di ampliare il loro già vasto raggio d'azione, presentandosi a Mineo, in Sicilia, con l'intenzione di gestire i minori stranieri non accompagnati che arrivano a mezzo barcone, il meccanismo si è inceppato. Il tentativo dei Casalesi di mettere radici in un business che vale oro è naufragato prima di entrare in porto perché, per partecipare a quel tipo di bando, è richiesto il certificato antimafia «allargato» e la parentela delle sorelle Adalgisa, Eufrasia e Rosanna Del Vecchio è di quelle che scotta. Ma non ha finora bruciato le attività che gestiscono da un decennio, anzi, forse le ha alimentate. Alle loro onlus, le onlus delle figlie di un camorrista, è affidato il recupero dei babycriminali. Le tre sono infatti figlie di Paolo Del Vecchio, ras implicato nella maxi inchiesta sulle pressioni della camorra campana al mercato ortofrutticolo di Fondi. Del Vecchio è cugino del boss Francesco Schiavone alias «cicciariello», detenuto al 41bis e cugino, a sua volta, dell'arcinoto «Sandokan». Ciononostante, o forse proprio per questo, nell'arco degli ultimi dieci anni, il colosso Serapide, leader nell'accoglienza di minori a rischio e di ragazzini da recuperare perché colpevoli di reati penali, ha dettato legge in Campania. In particolare nell'area del Casertano dove i Casalesi hanno regnato per decenni. Su ordine dei pm Dda Antonello Ardituro, Vincenzo Ranieri e Simona Belluccio, ieri mattina, le squadre mobili di Napoli e Caserta guidate da Luigi Rinella e Filippo Portoghese hanno perquisito e sequestrato atti dalle sedi alla Serapide Coop Sociale Onlus, che si trova a Casagiove: polizia all'Edv Service, all'istituto paritario Giardino d'Infanzia, a Casapesenna, e nelle comunità alloggio per minori Sant'Elena, Mirò e L'Incontro, che si trovano a Casapesenna e Santa Maria Capua Vetere. Nel mirino anche le onlus Turan e Alice, la prima a Casagiove, la seconda dislocata tra Napoli Montecalvario e Villa di Briano. Alle coop del gruppo Serapide sono affidati, tra gli altri, i ragazzi dell'area penale dell'ex carcere per minori di Santa Maria Capua Vetere. Con importi complessivi da capogiro: a sentire gli inquirenti ogni «onlus» percepisce, in media, anche mezzo milione di euro l'anno. Si tratta di fondi regionali gestiti dai Comuni ma anche di finanziamenti ministeriali.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Mercoledì 23 Gennaio 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 23-01-2019 12:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2019-01-23 07:56:34
La camorra mette le sue luride mani dappertutto e poi ci meravigliamo che i migranti sono gestiti male e che ci costano tantissimi soldi...che alla fine ingrassano i camorristi.
2019-01-23 08:00:46
la coop sei tu
2019-01-23 12:41:55
Purtroppo la colpa è dei genitori che se ne fregano di quello che fanno i figli. Viviamo in un mondo dove ai figli è permesso tutto perchè non si è in grado di fare i genitori.
2019-01-23 11:49:53
ci vogliono scuole aperte h24 .pene severe per i genitori e lavoro.non ci sono altre alternative.sono 40 anni che se ne parla ma la verita' e'che il sud resta sempre piu' abbandonato.
2019-01-23 13:13:00
Leggendo certe notizie, appare evidente una cosa: Celantano di certo ha sbagliato, ma non al 100%.

QUICKMAP