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MARIO DRAGHI

Draghi e Biden, il colloquio: più soldati italiani a Est e addio al gas di Mosca

Martedì 10 Maggio 2022 di Alberto Gentili
Joe Biden e Mario Draghi

La linea, Mario Draghi, l’ha fissata martedì scorso al Parlamento europeo e la ribadirà oggi a Joe Biden in occasione del colloquio alla Casa Bianca. E suona più o meno identica a quella illustrata ieri da Emmanuel Macron: sì alle sanzioni contro Mosca e sì ad altre armi a Kiev per scongiurarne la resa, ma no all’escalation della guerra in modo da arrivare «a un immediato cessate il fuoco e a negoziati credibili». Perché, come ha detto il presidente francese incarnando il sentiment europeo, «non si cerca la pace umiliando Putin» che nel V-Day ha avuto toni più contenuti del previsto.

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In dote a Biden, Draghi porterà per prima cosa - a dispetto degli auspici di Matteo Salvini: «Spero che il viaggio del premier negli Usa porti pace e non altre armi» - l’impegno dell’Italia a schierare altri soldati al confine Est della Nato. Il numero non è ancora definito. Però è certo che in tempi brevi, alle unità militari terrestri già schierate in Lettonia e a quelle aeree presenti in Romania e Islanda, si aggiungeranno due contingenti in Bulgaria e Ungheria. Per dirla con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, «si è deciso di rafforzare la postura di deterrenza e rassicurazione, con particolare attenzione ai Paesi del fianco Est».

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In più, dopo i sistemi contro-carro ed anti-aereo, i mortai e le munizioni già inviati all’Ucraina, l’Italia è pronta a cedere a Kiev anche «dispositivi in grado di neutralizzare, a solo scopo difensivo, le postazioni dalle quali la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile». Draghi, anche se probabilmente non se ne parlerà oggi alla Casa Bianca, sta inoltre valutando l’acquisto di armi più sofisticate (da girare poi a Kiev) prodotte da aziende italiane, come sistemi anti-drone, missili terra-aria e sistemi di guerra elettronica per disturbare le comunicazioni e i radar russi.

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L’altro piatto dell’incontro sarà energetico. Da ciò che filtra da fonti diplomatiche Biden, che ha a cuore l’emancipazione dell’Unione europea dal gas e dal petrolio di Mosca, dovrebbe promettere una fornitura aggiuntiva di gas liquefatto naturale, Gnl (oltre ai 15 miliardi già garantiti alla Ue). E ascolterà «con molta attenzione» ciò che ha fatto l’Italia per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Il nostro Paese è, ad oggi, uno degli Stati europei più esposti alla crisi energetica (circa il 40% del gas naturale proviene dalla Russia). Ed è perciò quello che finora si è mosso di più per spezzare un legame energetico «imprudente dal punto di vista economico, e pericoloso dal punto di vista geopolitico».

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Per riuscirci, il governo italiano ha stretto accordi di forniture aggiuntive con Algeria, Azerbaijan, Angola, Congo, Egitto, Mozambico, etc. In più, ha accelerato gli investimenti nelle fonti rinnovabili. «Sono stati presi importanti provvedimenti di semplificazione per accelerare la produzione di energia rinnovabile, essenziale per rendere la nostra crescita più sostenibile», spiegano fonti di governo, «allo stesso tempo, sul fronte interno, sono state adottate misure incisive per proteggere le famiglie e le imprese dai rincari del costo dell’energia, moderando le bollette e il prezzo dei carburanti e rendendo così più sostenibili nel tempo eventuali sanzioni energetiche», su cui la Ue finora non ha trovato un’intesa. Draghi illustrerà a Biden proprio queste “azioni”, compreso lo stanziamento di 450 milioni per finanziare progetti finalizzati allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde, elemento fondamentale nel processo di decarbonizzazione.

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Le tappe della trasferta

L’incontro, che comincerà alle due di pomeriggio con dichiarazioni di Biden e Draghi nello Studio Ovale e terminerà dopo un colloquio a quattr’occhi di un’ora, sarà anche «l’occasione per riaffermare le eccellenti relazioni bilaterali e la solidità del legame transatlantico». I due parleranno infine anche di sicurezza digitale, alimentare e di cambiamento climatico.

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In base a ciò che filtra da Washington, lo staff del presidente Usa avrebbe dribblato la richiesta italiana di rilasciare al termine dichiarazioni congiunte. Di certo, Draghi parlerà alla stampa domattina in ambasciata, prima di andare alla Camera dei Rappresentanti dove incontrerà la speaker Nancy Pelosi e i leader dei gruppi politici del Congresso. La trasferta si chiuderà in serata all’Atlantic Council. Qui il premier italiano verrà premiato con il distinguished leadership Award 2022. 

Ultimo aggiornamento: 00:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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