Bimbi dell'asilo maltrattati, arrestate due educatrici cinesi a Prato

Bimbi dell'asilo maltrattati, arrestate due educatrici cinesi a Prato
Bambini trascinati sul pavimento, spinti a terra, percossi con scope e bacchette dalle maestre. Le immagini registrate con le telecamere nascoste dalla polizia a Prato sono inequivocabili ed hanno portato all'arresto ai domiciliari di due donne cinesi di 26 e 38 anni. Sono accusate di maltrattamenti e percosse nei confronti degli alunni, tra i 3 e i 6 anni, che frequentano un'associazione culturale della periferia. Le donne arrestate sono cinesi ed entrambe educatrici del centro frequentato da bambini orientali.

Una terza insegnante ha ricevuto un avviso di garanzia per gli stessi reati e per lei, a cui è addebitato un comportamento meno grave delle colleghe, non è scattata alcuna misura cautelare. Anche se si tratta di una specie di doposcuola - che in teoria dovrebbe essere attivo il pomeriggio - i piccoli, tutti cinesi, vi vengono quotidianamente condotti dai genitori sin dal mattino. Inoltre, le attività del centro vanno avanti per tutta la giornata sino alle 20 di ogni giorno, compresi i fine settimana. Il gip ha preso in considerazione 35 episodi di maltrattamenti e percosse accertati nei confronti di bambini e l'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e condotta dal sostituto procuratore Laura Canovai, ha permesso di risalire al coinvolgimento di almeno dieci bambini nelle violenze subite.

Secondo gli investigatori sarebbe stato il racconto di un'altra insegnante della struttura a rivelare cosa accadeva. La donna, anche lei cinese, avrebbe confidato ad un connazionale le proprie preoccupazioni per i metodi usati coi bambini. E l'uomo ha informato la polizia che ha aperto indagini. Telecamere nascoste sono state messe nel dicembre 2018 in tre classi, ricavate in un edificio adibito ad asilo, e sono iniziate intercettazioni telefoniche. La struttura si sviluppa su due piani e dieci aule. I genitori dei bambini non sospettavano nulla: non hanno mai segnalato comportamenti anomali da parte delle maestre e non avrebbero percepito disagi nei figli. Solo il moto di coscienza di un'altra donna cinese, cioè l'insegnante che si è sfogata con un conoscente, ha permesso di portare allo scoperto cosa stava accadendo nel centro culturale. «È vergognoso e preoccupante che quanto emerso dalle indagini sia avvenuto in un ambiente dedicato», ha detto il sindaco Matteo Biffoni, «ed è fondamentale capire, anche là dove non ci sono episodi di violenza, se in queste strutture ci sono gli standard per prendersi cura dei bambini, perché le associazioni culturali non sono in alcun modo autorizzate a svolgere attività di scuola dell'infanzia o nido».
Giovedì 31 Gennaio 2019, 15:02 - Ultimo aggiornamento: 31-01-2019 18:45
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