Il professore Gugg: «A Nizza nel terrore» Da Sorrento il messaggio di cordoglio del sindaco Cuomo

di Ciriaco M. Viggiano

SORRENTO. "No, non torneremo in Italia. Nizza è una città a misura di bambino, qui si vive bene e mia moglie e io abbiamo un lavoro che non possiamo certo lasciare": a parlare è Giovanni Gugg, 42enne professore universitario di Antropologia urbana presso l'università "Federico II" di Napoli, che dal 2012 risiede nella cittadina francese insieme a moglie e figlia. Gugg si trovava dall’altra parte della Promenade des Anglais, nella cosiddetta "Nizza Vecchia", quando il camion guidato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel ha cominciato  a falciare senza pietà uomini, donne e bambini. Il docente sorrentino, dunque, è uno dei testimoni privilegiati della tragedia che ha colpito la Francia e l'Europa.

"Mi trovavo con una decina di amici, compresi tre bambini di 1 e 2 anni - racconta Gugg - Appena terminato lo spettacolo pirotecnico, ci siamo salutati e ciascuno si è incamminato verso casa propria. A un tratto abbiamo sentito delle voci concitate e incrociato gente che correva. Ci siamo fermati per non essere travolti e abbiamo pensato a un incidente, anche se non avevamo sentito alcuna esplosione. Senza più pensare, ho preso in braccio il passeggino con mia figlia e, insieme a mia moglie e i nostri ospiti, abbiamo cominciato ad allontanarci velocemente. Soltanto a casa, grazie a internet e ai social network, abbiamo compreso la tragedia che si era appena verificata e ci siamo messi in contatto con i nostri parenti in Italia per tranquillizzarli".

La strage di ieri sera ha fatto piombare Nizza nuovamente nel terrore. I festeggiamenti per il Carnevale, che ogni anno attirano centinaia di migliaia di persone, e le partite degli Europei di calcio, disputatesi nella massima tranquillità, sembravano aver restituito la serenità perduta ai residenti nella cittadina della Costa Azzurra. Ma l'attentato sulla Promenade des Anglais li ha fatti piombare nuovamente nel terrore: "In Francia le misure di sicurezza sono notevoli e la paura si percepisce nettamente - continua Gugg - Anche prendere il tram, fare la spesa o accompagnare i bambini al nido non è semplice. Fino a ieri sera, però, sembrava che la tranquillità stesse tornando. E invece..."

Di tornare a vivere in Italia, però, il 42enne docente universitario sorrentino non ha nessuna intenzione. "A Nizza si vive molto bene - spiega Gugg - Ciò che non funziona è il modello francese di integrazione: gli immigrati sono troppo spesso ghettizzati nelle banlieu, una vera e propria forma di segregazione urbana ed etnico-razziale. Nonostante il dibattito religioso sia vivo, manca il dialogo tra le persone e i vari quartieri delle città con la conseguenza che sempre più ragazzi sono irretiti dal fondamentalismo. Gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità propugnati dalla rivoluzione francese sembrano essere rimasti degli slogan senza senso".

Da Sorrento, intanto, il sindaco Giuseppe Cuomo ha indirizzato un messaggio a Philippe Pradal, primo cittadino di Nizza: le due città, infatti, sono gemellate dal 1963. "Ci stringiamo intorno a Nizza, obiettivo di un vile attacco terroristico. In queste ore di rinnovato ed immane dolore per il popolo francese - ha scritto Cuomo - giungano il nostro cordoglio e i nostri sentimenti di profonda fratellanza con la sua comunità alla quale ci legano saldi e antichi rapporti di amicizia e comunanza di valori".


 
Venerdì 15 Luglio 2016, 19:54

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