Floridiana, l'agonia senza fine: così muore il polmone verde di Napoli

Mercoledì 23 Ottobre 2019 di Gennaro Di Biase
C'è una foglia ingiallita a pendere sconsolata dalla maniglia del gabbiotto deserto della Floridiana. Nessun guardiano ci mette piede da mesi. Turisti e visitatori desiderosi di informazioni hanno come unico riferimento i fogli A4 di viali interdetti e rischio crollo alberature. Più un cartello dell'Unione europea che recita, beffardamente, investiamo nel vostro futuro. Basta fare pochi passi nel parco, infatti, per rendersi conto del degrado che lo invade: vialoni chiusi, ascensore rotto, erba incolta nei vialoni aperti.
 
Lo stato di abbandono del polmone verde vomerese è arrivato due giorni fa anche all'orecchio del ministro Franceschini, dopo l'appello che gli hanno rivolto i due deputati Paolo Siani (Pd) e Doriana Sarni (M5S). «Alcuni parlamentari - ha detto il ministro dei Beni Culturali a margine della visita a Castel dell'Ovo - mi hanno parlato di Villa Floridiana e ritengo sia davvero un intervento che va fatto perché è un polmone verde per una parte importante della città. Ragioneremo come fare sia in termini di risorse che di gestione». Nell'attesa, la Floridiana peggiora.

Malerba e transenne, transenne e malerba. Anche nelle zone non off-limits il parco è messo piuttosto male. L'incuria del verde è purtroppo una costante del polmone vomerese. Intere piantagioni di erbacce abitano i prati incontrastate. Sono ingiallite perfino le aiuole d'accesso della Floridiana, nei vasi su via Cimarosa. E le cose non migliorano superando i viali d'accesso: l'unico ascensore per disabili che porterebbe alla parte superiore del Museo Duca di Martina, è «guasto - spiega un'impiegata - Anche se in realtà serve solo a salire ed è un montacarichi». A ridosso del palazzo del museo ci sono aree chiuse al pubblico, ma usate come bivacco. Lo si capisce dalla zella fresca e dalla puzza di vomito che si respira ancora nitidamente nei pressi di un vano ascensore abbandonato ai piedi dell'edificio. Custodi e impiegati, in giro per il parco, non se ne vedono. E i rovi invadono perfino il corridoio del belvedere dove i turisti scattano foto. Ci sono arrivati dopo vari slalom giganti tra una transenna e l'altra. «Il parco è aperto al pubblico limitatamente ai viali principali fino al belvedere, comprese le aree del teatrino di verzura, delle serre e della terrazza - si legge sui fogli affissi alle transenne - è severamente vietato accedere alle aree transennate non ancora sottoposte ai lavori di messa in sicurezza». Lavori che, passato quasi un anno dalla chiusura delle tempeste di ottobre 2018, non sono mai stati eseguiti.

A destra della fontana, che è in funzione e che ospita diverse specie di tartarughe, c'è una vasta area che sulla carta sarebbe off-limits. Nella realtà, però, la transenna qui è stata falciata e la zona è frequentata da ragazzi e ragazzini che, finita la scuola, cercano posti appartati per scambiarsi un bacio o una canna. Qui sorge anche un tempietto panoramico, ormai tutto condito da scritte, simboli fallici e disegni, alcuni dei quali non sono di pessima fattura. Simboli fallici, purtroppo, anche sul muro del belvedere in questa zona abbandonata. Luisa Ambrosio, direttrice del parco e del Museo Duca di Martina, spiega di non essere delegata a rilasciare dichiarazioni. Anna Imponente, direttore del Polo Museale della Campania, il cui ufficio è stato contattato telefonicamente e via mail, al momento non ha risposto. «La situazione della Floridiana è sotto gli occhi di tutti - denuncia Marco Gaudini, consigliere comunale - da anni come Verdi ci stiamo battendo a tutti i livelli per chiedere una decisiva e strutturale riqualificazione di un parco storico ed unico grande polmone verde del Vomero. Non sono più tollerabili immagini di turisti sbigottiti e di cittadini ai quali è preclusa la fruizione. Grazie ad un lavoro importantissimo del sindaco il Mibac ha stanziato 2 milioni di euro. Vorremmo capire dove sono queste risorse e quale sarà il futuro della gestione del parco. Non c'è più tempo da perdere. Noi non ci fermeremo finché la Floridiana non tornerà al suo splendore». © RIPRODUZIONE RISERVATA