Napoli, piazza Mercato in agonia: «Qui solo rifiuti e teppisti»

Martedì 29 Giugno 2021 di Gennaro Di Biase
Napoli, piazza Mercato in agonia: «Qui solo rifiuti e teppisti»

Piazza Mercato, nell'estate 2021, è la grande paura che i milioni spesi per il restyling Unesco non servano a niente. L'area a ridosso di Palazzo Ottieri è quasi pronta: mancano solo alcuni pali dell'illuminazione, che «causa Covid spiega Luigi Caiazzo della ditta appaltante ci hanno messo un anno ad arrivare dall'azienda di Udine». Intanto, però, il Mercato è una terra di nessuno. Anzi, è una terra dei microcriminali. Rodei di scooter tra le fontane delle Sfingi, a partire dalle 17. Un altro campo di calcio il secondo in pochi metri disegnato a terra dai ragazzini, sul basolato nuovo di zecca, al centro della piazza. Immondizia, clochard, catene dei dissuasori distrutte, buchi da pallottola nelle saracinesche dei pochi negozi rimasti aperti, e poi la recentissima scritta «Luigi Caiafa vive», con tanto di cuoricino dedicato al baby-rapinatore ucciso.

Partiamo dallo stato dei lavori (costati 5 milioni). Procede e si sposta il cantiere in piazza del Carmine, con un nuovo dispositivo di traffico gestito dalla polizia municipale di zona. «Allarghiamo l'area di scavo in piazza e restituiamo la strada spiegano dalla ditta al lavoro Entro 120 giorni la piazza sarà finita». C'è ancora qualche transenna anche in piazza Mercato, a causa dei pali, la cui «consegna doveva avvenire 7 mesi fa proseguono dal cantiere Ma sono arrivati da una settimana circa. E li stiamo installando. Tra poche ore sarà tutto pronto: ora sono 6, saranno 9 in tutto». Le operazioni vanno avanti, insomma: di conseguenza, i percorsi di traffico alternativi dureranno per altri 4 mesi. Tutto quasi pronto, dunque, ma tutto abbandonato nelle mani di chi se ne impossessa. Qui non c'entrano i lavori, ma c'entrano il degrado sociale e l'assenza di un'idea istituzionale forte sul futuro della piazza. Intorno alle 18, i pochi commercianti che hanno resistito ad anni di cantieri prima e alla pandemia poi, fuggono a casa. 

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Nei cassonetti intorno a una delle Sfingi svettano rifiuti di tutti i tipi, compresa una tavoletta di water. Ancora pochi passi e ci si imbatte in un nuovo campo di calcetto «tracciato qualche giorno fa - racconta Michela Lucenti, dell'omonimo storico negozio del Mercato - Il fatto è che se non fanno qualcosa per riempire la piazza di iniziative, questi lavori saranno stati completamente sprecati». Ora la zona è un deserto per i letti di fortuna e miseria dei clochard. Piazza Mercato, da questo lato, somiglia a un paese abbandonato del Far West. Da film di Sergio Leone è anche la chiesa di Sante Croce e Purgatorio, piena di erbacce e di recente protetta con un catenaccio dagli assalti dei ragazzini che la occupavano. A sugellare il dipinto triste, la scritta «Luigi Caiafa vive» appena fatta con bomboletta nera sul muro nei pressi della farmacia.  

Anche la zona di Sant'Eligio è soffocata dall'abbandono. Il muro dell'antica chiesa angioina è da anni un palinsesto, sempre più ricco, di deprimenti scritte e pessimi disegni di incivili che si improvvisano street-artist. I locali comunali incendiati nell'ottobre del 2019 sono ancora chiusi, vuoti e in attesa di un'idea e di una ricostruzione che stentano ad arrivare. Di fianco, c'è una scena chiave per il futuro del Mercato: un laboratorio destinato ai ragazzi della zona, una delle porte attraverso cui può passare il rilancio civile della piazza, senza il quale il restyling rischia di essere vanificato. «La piazza ora è enorme, ma l'uso non è chiaro - spiegano Alessia Del Forno e Teresa Romano, educatrici dell'associazione Gioventù Cattolica - Andava creato qualcosa per i bambini e per i ragazzi. Sono state date false speranze qui, in passato, e se lo Stato e le istituzioni non intervengono in tempo i lavori Unesco, una volta finiti, verranno consegnati all'illegalità». 

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