Napoli, bellezza sfregiata: l'oltraggio dei writers ai monumenti simbolo

di Gennaro Di Biase

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Una grande linguaccia alla storia, alla città e ai suoi monumenti. Gli autori delle nuove scritte che stanno deturpando con sempre maggiore puntualità i tesori napoletani sono quasi sempre ragazzini incivili, a giudicare dai testimoni degli atti vandalici e anche dai contenuti (blandi e banali) delle frasi che rovinano Cappella San Severo, il Plebiscito, Santa Chiara, San Domenico Maggiore, piazza del Gesù, il San Carlo, le fontane, le Gallerie Principe di Napoli e Umberto. In sostanza, si fa molto prima a escludere i monumenti non imbrattati (Maschio Angioino, ripulito, Palazzo Reale e il Museo di Capodimonte) che a completare l'elenco dei beni culturali non abbrutiti.
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Martedì 10 Settembre 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2019 11:45
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