Rapina auto e cavallo di ritorno, il «capo» della banda è un 16enne

di Dario Sautto

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Finti carabinieri, rapinarono l'auto a un amico e tentarono pure il cavallo di ritorno: ai domiciliari anche il minorenne che aveva attirato in trappola la vittima. E all'epoca dei fatti aveva appena 16 anni. Lo scorso novembre erano finiti in manette Vincenzo Guastafierro, 20 anni, Vincenzo Palmieri, 19 anni e Raffaele Marra, 24 anni, tutti incensurati di Boscoreale. Per loro, la misura è stata confermata. Ieri mattina, i carabinieri della stazione di Boscoreale hanno arrestato anche M.G., 17 anni, ritenuto l'ideatore del colpo ai danni di un 29enne, avvenuto la sera dell'Immacolata del 2017. Il gip del tribunale dei Minorenni di Napoli, infatti, ha accolto la richiesta della Procura, rigettando alcune richieste dell'avvocato dello studente di Boscoreale. «Doveva essere uno scherzo» la tesi del difensore del 17enne, che però cozza con l'ammissione di colpa di alcuni degli indagati. Dunque il giovane resta ai domiciliari a Boscoreale. Tutto era iniziato con l'invito a prendere un caffè da parte del minorenne alla vittima. L'obiettivo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era la Renault Clio nuova del 29enne. Dopo aver fatto un giro in auto, i due trovarono un'altra vettura, una Fiat Brava, di traverso in strada. Un finto posto di blocco, con finti carabinieri, alcuni dei quali ben conosciuti dalla vittima. «Guastafierro aveva anche una pistola nella cintola» il racconto della vittima, che fu lasciato a piedi in aperta campagna tra Boscoreale e Poggiomarino. Nei giorni successivi, la richiesta estorsiva: 300 euro per la restituzione dell'auto, nel frattempo danneggiata e lasciata in aperta campagna. Poi anche le minacce telefoniche.
Domenica 20 Gennaio 2019, 15:47
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