Camorra. Marco Di Lauro, l'imprendibile che si fa beffe della legge

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Ora non resta che lui. L'inafferrabile, imprendibile l'ombra che scivola veloce di notte e che di giorno è capace di trasformarsi e camuffarsi in uno, nessuno e centomila. È Marco Di Lauro, il figlio di Paolo, un rampollo di camorra ormai cresciuto, diventato uomo e - come i fatti hanno dimostrato - anche il più scaltro di tutta la famiglia.

Da tempo il suo volto compare al secondo posto nell'elenco dei più pericolosi latitanti di mafia sul sito dei supericercati del ministero dell'Interno. In quella istantanea ormai datata si riconosce il volto di un ragazzino, e quella è l'ultima immagine pubblica che si ha di Marco Di Lauro: l'unico esponente di camorra inserito in quell'elenco, lo stesso nel quale compaiono le foto di Attilio Cubeddu, del superboss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, e di ndranghetisti del calibro di Ernesto Fazzalari e Rocco Morabito. Aveva 23 anni quando si è dato alla macchia, facendosi inghiottire da un buco nero senza mai più riemergerne. Lo cercano da dodici anni polizia e carabinieri. Nella sua ricerca sono stati mobilitati persino i servizi segreti.

Tutto inutile. Di lui non c'è traccia.Per prenderlo gli inquirenti hanno fatto e provato di tutto. Inventandosi persino un escamotage che - almeno in teoria - avrebbe dovuto funzionare. Notificarono a lui (ormai già introvabile) e a due suoi amici un atto giudiziario nella cui copertina mani abili e sapienti avevano inserito una microspia. Una cimice invisibile. Il trucco fu studiato a tavolino perché gli investigatori erano convinti che qualcuno, più prima che poi, avrebbero portato quel plico al latitante. Ma l'ascolto di quella microspia fu inutile. Forse venne scoperta, o forse Marco - che ne sa una più del diavolo - ordinò ai suoi di portargli la fotocopia.

giu.cri.
Lunedì 18 Aprile 2016, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 18-04-2016 09:54
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