Campania, rifiuti in trasferta:
i prezzi salgono alle stelle

di Daniela De Crescenzo

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Differenziata sempre più cara. Quest'anno, se tutto andrà bene, in Campania si spenderanno più di 110 milioni solo per far lavorare fuori regione la frazione umida. Un paradosso, se si pensa che i rifiuti si differenziano per poterli riutilizzare. Sulla carta. Nei fatti non è così. L'esempio più eclatante è, appunto, quello dell'umido che dovrebbe diventare concime per i campi oppure terriccio per riempire le cave. Invece dopo averlo raccolto (a caro prezzo visto che per prendere la spazzatura in maniera differenziata si impiegano molti più mezzi e più dipendenti) non avendo impianti di compostaggio lo spediamo negli impianti italiani ed europei. O meglio, lo vorremmo spedire: gli stabilimenti sono pieni in tutt'Europa. E i prezzi sono ormai alle stelle: oggi far lavorare fuori regione una tonnellata di frazione umida costa 180 euro. «La concorrenza è ormai spietata spiega Gabriele Gargano, l'amministratore della Sapna, la società della Città Metropolitana di Napoli incaricata dello smaltimento la Campania è in difficoltà, ma anche il Lazio, la Sicilia e la Liguria esportano rifiuti e gli impianti italiani sono saturi. Nel Nord Europa, invece, i siti sono bloccati dai rifiuti provenienti dall'Inghilterra. La Gran Bretagna ha deciso di costruire dodici termovalorizzatori e intanto ha stipulato contratti per spedire in quell'area i propri rifiuti fino al 2019». E in questa situazione per le imprese è molto forte la tentazione di fare cartello.

In Campania si producono ogni anno 703 mila tonnellate di umido e se ne lavorano più o meno 70 mila. Il resto viene esportato. In una recentissima nota alla Regione, la Sapna ha dato conto di tutte le gare bandite a partire dal 2017. Nell'ultimo anno ne sono state organizzate cinque: due sono andate completamente deserte e tre parzialmente deserte. Nel settembre del 2017 non ci sono state offerte per 55mila tonnellate. Nel novembre dello stesso anno sono state messe a gara 93 mila tonnellate, ne sono state affidate 28 mila a un prezzo oscillante tra i 147 e i 152 euro. Un mese dopo il quantitativo residuo è stato nuovamente offerto sul mercato, ma non sono arrivate offerte. A dicembre sono state bandite gare per 65 mila tonnellate sono arrivate richieste per 18 mila con una spesa tra i 160 e i 165 euro a tonnellata. Nel febbraio del 2018 su 98 mila tonnellate ne sono state appaltate 14 mila a 180 euro a tonnellata. Un'escalation destinata a pesare sulle tasche dei contribuenti e che non riguarda solo Napoli e il suo hinterland: la situazione, infatti, è la stessa per tutta la regione

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Mercoledì 18 Luglio 2018, 08:36
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2018-07-18 15:54:29
forniamo a questi paesi autentico oro...dalle sue ceneri ne ricavano energia e calore...ma allora perché non ci facciamo pagare ciò che inviamo loro? in effetti le munnezze nazionali da incenerire sono materia prima...
2018-07-18 15:42:46
Ma se lo Stato italiano ha permesso che i rifiuti tossici dell'Italia centro-nordica venissero sotterrati in Campania con la complicita' di Stato-Mafia, perchè meravigliarsi ? I Borboni al tempo del Regno di Napoli avevano tutto sotto controllo...Poi arrivo' l'Italia e la Mafia.
2018-07-18 15:15:13
nel 2008 S.E. Guido Bertolaso , l' ispiratore e il realizzatore dell'unico inceneritore che abbiamo in Campania , varo' il piano rifiuti per uscire dalla emergenza e mettersi a regime a passo con i paesi del nord europa ( leggre nell'articolo che la GB deve costruirne 12 ) , subito scatto' la inchiesta " rompiballe " dalla procura di Napoli azzoppando i vertici dell' allora Protezione Civile , laddove S.E. Bertolaso aveva previsto di costruirne un altro in provincia di Napoli e un altro a Salerno per la copertura regionale + 5 discariche medie , costo sui 500 mln di euro......i risultati sono questi , abbiamo speso quasi n mld in tutti questi anni e il futuro e' ancora piu' buio e Oneroso.......
2018-07-18 14:12:29
Qualcuno mi spieghi perchè le maggiori città europee (tra cui Vienna) hanno inceneritori cittadini tecnologicamente avanzati da cui traggono energia pulita e Napoli e Roma non devono averli, per una sciagurata politica neo-ambientalista priva di valore scientifico e non atta alla prevenzione delle malattie.
2018-07-18 13:20:49
Se la Regione sceglie i siti e scendono in piazza, amministratori, cittadini, giornalisti e vescovi, allora ...

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