Crollo al cimitero di Poggioreale: nell'area a rischio le tombe di Matilde Serao, Arangio Ruiz e Roberto Murolo

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Paolo Barbuto
Crollo al cimitero di Poggioreale: nell'area a rischio le tombe di Matilde Serao, Arangio Ruiz e Roberto Murolo

Negli ultimi tre giorni c’è stata grande attività all’interno del cimitero monumentale: tecnici ed esperti hanno esaminato la zona, hanno posizionato rilevatori per monitorare la situazione e scoprire possibili nuovi “movimenti” del terreno sottostante, hanno eseguito controlli alle strutture più vicine al crollo.

La Procura non dissequestra il vecchio cimitero di Napoli, la preoccupazione è che al crollo del 5 gennaio che trascinò giù un’arciconfraternita, duecento loculi e le salme che contenevano, possano seguire altri cedimenti, soprattutto nelle aree più vicine alla struttura che s’è sgretolata.

Siamo nella porzione “bassa” del cimitero monumentale, distante dalla zona dove riposano per tradizione gli “uomini illustri” eppure ricca di sepolture storiche. A cinquanta metri dalle macerie dell’arciconfraternita crollata, in una delle zone ritenute a maggiore rischio in questo frenetico momento di verifiche e controlli, c’è l’austera cappella della famiglia Scarfoglio. In quel luogo riposano i fondatori del nostro giornale, Il Mattino: Edoardo Scarfoglio e la grande Matilde Serao. L’imponente parallelepipedo nero di piperno, con il cancelletto d’accesso sormontato dallo stemma con due leoni a guardia di una colonna, era già aggredito dal tempo e dell’incuria, all’interno le sobrie tombe di Scarfoglio e Serao, protette dal marmo rosa, rischiano la stessa sorte dei loculi franati tra le macerie quindici giorni fa.

Ma l’allarme si allarga anche ad altre sepolture di uomini che hanno dato lustro alla città. Nell’arciconfraternita dei “Rossi”, a ridosso della struttura crollata, sono a rischio, fra centinaia d’altri, anche i loculi dove riposano Roberto Murolo e Arangio Ruiz, ad esempio. A pochi passi dalla cappella Scarfoglio c’è la storica cappella Ravaschieri che pure è nell’area attualmente considerata pericolosa.

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I tecnici stanno tenendo sotto stretto monitoraggio la zona che circonda il crollo, ma non solo. L’imperativo è cercare di capire qual è la porzione di collina di Poggioreale che è stata “svuotata” nella maledetta notte del 5 di gennaio, quando le paratie di contenimento della falda hanno ceduto. Per costruire la galleria della metropolitana che collega Poggioreale e l’aeroporto (e passa anche sotto al cimitero), è stato necessario isolare la falda acquifera che si trova al di sotto dell’area: una porzione della struttura di isolamento dell’acqua ha ceduto quindici giorni fa, ha allagato il cantiere della Metropolitana ed ha trascinato fuori una porzione consistente del terreno della collina. Adesso ai tecnici spetta il compito complicato di scoprire se s’è “svuotata” solo la piccola porzione di collina al di sotto dell’arciconfraternita crollata o se ci sono altre zone in pericolo.
La preoccupazione è diffusa: nel suo lungo percorso ipogeo verso Capodichino, lo scavo della galleria passa anche sotto al “quadrato degli uomini illustri”, ad esempio, poi viaggia sottoposto ad altre porzioni importanti della struttura cimiteriale, ecco perché la Procura chiede di procedere con verifiche rigorose e puntuali. 

 

Il cimitero, secondo le speranze del Comune, avrebbe dovuto riaprire i cancelli ieri mattina ma non è stato possibile. Palazzo San Giacomo ha comunicato che la chiusura dell’intera struttura prosegue fino a data da destinarsi, cioè fino a quando la Procura non procederà al dissequestro.

Intanto le famiglie dei morti che sono stati ingoiati dal crollo, chiedono interventi rapidi: le salme dei loro cari da quindici giorni sono esposte in mezzo al materiale franato e non viene concesso nemmeno il pietoso gesto della copertura con teli. Sarà difficile, poi, procedere al riconoscimento delle salme che, una volta fuoriuscite dai loculi, hanno perso ogni identità. 

Per le famiglie di quei defunti il vescovo Battaglia ha deciso che celebrerà una messa domenica prossima al Duomo: una maniera per dare conforto alle parenti e pregare per i morti che sono ancora in mezzo alle macerie. 

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 07:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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