Covid in Campania, via ai test rapidi in farmacia: insorgono i laboratori di analisi

Martedì 1 Dicembre 2020 di Ettore Mautone

Test rapidi antigenici: dopo i medici di famiglia tocca ai farmacisti. È pronto alla firma tra la Regione Campania (per il tramite dell’Unità di crisi), Federfarma Campania e Assofarm l’accordo che darà il via libera ai tamponi rapidi di screening per Sars-CoV-2 anche in farmacia. L’obiettivo è sbarrare il passo alla crescita della curva epidemiologica dei casi di Covid-19. 

I test sebbene meno sensibili rispetto a quelli standard molecolari, sono già utilizzati quando si entra negli ospedali, nei laboratori accreditati e nei prossimi giorni verranno effettuati anche dai medici di famiglia. Utili per una prima identificazione della popolazione colpita dal contagio e per la diagnosi differenziale rispetto all’influenza stagionale. In farmacia dovranno arrivare quelli con il più alto grado di affidabilità e rispondere a norme e caratteristiche previste nel rapporto Covid-19 dell’Istituto superiore di sanità. Il prelievo nasofaringeo potrà essere effettuato esclusivamente da operatori sanitari formati (farmacisti, biologi, infermieri). Sebbene di facile impiego, i test non vanno confusi con quelli auto-diagnostici né possono essere venduti direttamente ai cittadini. L’approvvigionamento avviene a cura delle farmacie. L’adesione è su base volontaria. È previsto un costo massimo, a carico del cittadino, non superiore a 25 euro (ovvero 20 a carico di Enti e Associazioni richiedenti, comprese istituzioni pubbliche) comprensivi anche dell’esecuzione presso la struttura richiedente (ad esempio le scuole). Il protocollo potrà essere esteso ai test salivari, quando e se saranno validati dal Ministero. 

 


Immediata la levata di scudi dell’Ordine nazionale dei Biologi. «Siamo pronti a impugnare l’accordo e agire anche in sede penale - avverte il presidente Vincenzo D’Anna - nel provvedimento si consente a figure professionali che non sono in possesso delle speciali competenze previste dalla legge di eseguire veri e propri esami di laboratorio, screening analitici antigenici che nulla hanno a che fare con i cosiddetti test in autodiagnosi che un cittadino può eseguire normalmente in farmacia». Dito puntato sulla mancata indicazione dei requisiti organizzativi, strutturali, strumentali e di personale specifici di cui devono obbligatoriamente dotarsi le farmacie per l’esecuzione dei tamponi e sulla sommaria indicazione dei percorsi di separazione rispetto alle normali attività. «Non sono codificati nelle farmacie - aggiunge D’Anna - gli spazi idonei ed attrezzati tipici, invece, dei laboratori. Pertanto vengono meno i requisiti a tutela e protezione sia del personale sia dell’utenza». D’Anna poi ricorda come lo stesso presidente De Luca abbia ricordato in Tv: «La fallacia di quegli stessi test rapidi che oggi sono stati posti in mani ed ambienti inadeguati. Il provvedimento adottato dalla Regione - conclude l’ex senatore - prevede oneri finanziari in capo all’Ente campano mai previsti per la rete dei laboratori di analisi sebbene specializzati ed accreditati con il Servizio sanitario nazionale». 

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«L’iniziativa rappresenta il consolidamento della Farmacia dei Servizi - replica il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli Vincenzo Santagada - istituita con la legge delega 69 del 2009 e confermata in sede di Conferenza Stato-Regioni per la sperimentazione dei nuovi servizi nella Farmacia di comunità. La Campania è tra le firmatarie del progetto. Il farmacista non è più soltanto un professionista abilitato alla dispensazione dei medicinali ma diviene parte integrante di una più completa ed efficiente rete di assistenza volta a far fronte alle attuali esigenze di salute dei cittadini per assicurare i Livelli essenziali di assistenza. Il presupposto è la capillare distribuzione delle farmacie sui territori nell’ambito delle attività di screening, prevenzione, cura delle cronicità e informazione all’utenza».
 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA