Coronavirus, giornalista contro Amazon:
«Non ha distribuito mio libro-inchiesta»

Martedì 30 Giugno 2020

Ha scritto un libro sul coronavirus, intitolato «31 coincidenze», che però, secondo il suo autore, sarebbe stato censurato da Amazon: si è rivolto all'avvocato e ha intrapreso una battaglia contro il colosso mondiale della distribuzione Francesco Amodeo, il giornalista che si è rivolto anche all'Antitrust e all'Agcom. «Amazon mi censura il libro, - afferma l'autore - mi dicono che non dipende da loro ma da un algoritmo che rifiuta qualsiasi libro che abbia la parola coronavirus o covid-19 nel titolo».

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Un'affermazione falsa, invece, secondo l'avvocato Angelo Pisani, che rappresenta il giornalista, perché, spiega «basta fare una ricerca e chiunque può invece trovare disponibile all'acquisto il volume di Roberto Burioni, che fa bella mostra di se sulla stessa piattaforma». «Francesco Amodeo - spiega il legale - è vittima di illegittima censura e discriminazione ingiustificabile da parte del sistema Amazon, che in barba ai fondamentali principi di trasparenza, correttezza e buona fede non può escludere libri non graditi accettando invece il libro di Burioni». Pisani fa sapere di avere presentato un ricorso cautelare e una richiesta risarcitoria alla Magistratura. Presentato anche un esposto all'Antitrust e alle Autorità competenti per la tutela dei diritti. «Anche altri autori - fa sapere ancora l'avvocato Angelo Pisani - come il virologo Giulio Filippo Tarro sono stati trattati alla stessa maniera dall'algoritmo di Amazon».

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