Vaccini anti Covid in Campania, siglata l'intesa: verranno distribuiti in tutte le farmacie

Martedì 9 Febbraio 2021 di Ettore Mautone
Vaccini anti Covid in Campania, siglata l'intesa: verranno distribuiti in tutte le farmacie

Vaccino anti Covid in farmacia: in Campania i 1.600 camici bianchi che presidiano ogni angolo del territorio regionale - con quelle rurali anche il più remoto - sono pronti alla sfida. La norma c’è: (la legge di Bilancio del 30 dicembre 2020 n. 178) che consente - in via sperimentale per il 2021 e sotto la supervisione di medici e l’assistenza di infermieri e personale formato anche delle Asl e a fronte di specifici accordi sindacali con le farmacie e gli Ordini professionali - di somministrare appunto le vaccinazioni in farmacia. Bisogna solo prevedere le modalità operative e definire i protocolli d’intesa. In Campania i farmacisti sono pienamente disponibili a iniziare anche subito. 

La prima bozza del progetto è stata consegnata ieri, per le vie brevi, a Palazzo Santa Lucia, da Federfarma ad alcuni autorevoli componenti dell’Unità di crisi. Un incontro che ha fatto seguito a una telefonata intercorsa in mattinata tra le parti e che segna di fatto il primo passo verso il via libera al più popolare canale di accesso ai servizi sanitari di prossimità insieme a quelli rappresentati dai medici di famiglia e delle guardie mediche. In vista delle vaccinazioni su vasta scala, che potrebbero scattare sin dal prossimo marzo, sarà necessario attivare tutti i canali. «La vaccinazione anti-Covid in farmacia - sottolinea Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine della categoria a Napoli - si potrà fare quando arriveranno le fiale di vaccino rispondenti a una catena del freddo meno drastica di quella necessaria per stoccare e conservare Moderna e Pfizer. Siamo preparati, attrezzati e legittimati dalle norme e non ci tireremo indietro a questa funzione anche sociale». Insomma un vaccino come quello di Astra Zeneca o quello tutto italiano di Reithera, che si conserva a 2-8 gradi in normali frigoriferi non incontrerà alcun ostacolo alla inoculazione in farmacia. «Siamo pronti a recitare un ruolo da protagonisti in questa partita», aggiunge Nicola Stabile delegato alle attività istituzionali dal presidente reggente di Federfarma Campania Mario Flovilla - il progetto operativo sarà tradotto a stretto giro in una vera e propria intesa». In questa fase l’unica casella lasciata in bianco è quella dei costi che necessariamente ricadranno su fondi pubblici e, probabilmente, su risorse messe nel piatto a livello nazionale come è stato per i tamponi rapidi affidati alla rete dei medici di famiglia senza costi aggiuntivi per gli utenti. Recentissima poi la nota dell’Istituto Superiore di Sanità che proprio ieri ha informato la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani che tra i programmi formativi erogati dall’Istituto già dal 23 dicembre la professione del farmacista è inserita tra quelle abitate per l’addestramento alla inoculazione in sicurezza. 

Sdoganata la presenza del medico in farmacia concepita finora come uno dei capisaldi delle norme sull’incompatibilità. Non sarà sfuggito tuttavia che mentre la Regione va alla firma di un accordo con i farmacisti per le vaccinazioni dall’altro si registra l’assenza al tavolo dei camici bianchi di famiglia e delle guardie mediche che nelle scorse sedute dell’unità di crisi hanno rivendicato a gran voce il ruolo di professionisti accreditati autonomi, da considerare, appunto, al pari dei farmacisti e degli ambulatori. 

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Professionisti accreditati che per gli screening e i tamponi rapidi da erogare nelle scuole, a fronte di 40mila prenotazioni si sono adoperati sulla scorta della buona volontà del singolo medico, effettuando test col contagocce in mancanza di un progetto organico ben organizzato e finanziato. Solo la Asl di Caserta è partita col piede giusto anche su questo fronte. Per la vaccinazione di 5 milioni di cittadini entro l’anno i 4.200 medici di medicina generale della Campania sono una forza irrinunciabile e andrebbero anch’essi coinvolti subito nell’ambito delle nascenti aggregazioni di quartiere. Farmacisti e medici formano un esercito di oltre 10mila camici bianchi indispensabili per condurre in porto una campagna vaccinale a tappeto che coinvolge l’intera popolazione. Le modalità operative per i farmacisti sono già nero su bianco e presto confluiranno in un’intesa. I medici, invece, si avvicinano alle scadenze organizzative con un fronte meno compatto, segnato da lacerazioni interne alla categoria che lievitano anche all’interno delle sigle sindacali più rappresentative con frange di giovani dall’impronta “barricadera” che da un lato indeboliscono l’azione di intermediazione politica e dall’altro non sembrano ancora capaci di assurgere ad una nuova leadership. Sullo sfondo resta da sciogliere per ora il nodo della vaccinazione da attuare per oltre 320 mila anziani di cui solo un terzo si è prenotato. 
 

Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 13:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA