Covid a Napoli: chiude la pediatria dell'ospedale Annunziata, mamme in rivolta

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Melina Chiapparino
Covid a Napoli: chiude la pediatria dell'ospedale Annunziata, mamme in rivolta

Mamme sul piede di guerra per la chiusura del reparto di pediatria nel cuore di Forcella, a Napoli. È dal 10 gennaio che l’ospedale della Santissima Annunziata, ha perso i 16 posti letto dedicati ai ricoveri dei piccoli pazienti, privando completamente il centro storico partenopeo e i quartieri limitrofi di un punto di riferimento per l’assistenza ospedaliera pediatrica. La «sospensione temporanea» di questo tipo di assistenza è la diretta conseguenza della necessità di ampliare i posti letto Covid per i minori. In pratica, i piccoli bisognosi di cure ospedaliere, non Covid, dovranno necessariamente recarsi al presidio Santobono, già sotto pressione da settimane per l’impennata degli accessi e decisamente distante da chi non risiede nella zona collinare. L’unica alternativa in città è il reparto pediatrico dell’ospedale San Paolo, a Fuorigrotta, dotato di 12 posti letto che non risolvono il problema della distanza per gli abitanti del centro storico. 

Il blocco “temporaneo ad horas” dei ricoveri nell’Unità Operativa di Pediatria all’Annunziata, è stato disposto dalla direzione generale dell’azienda Santobono -Pausillipon che gestisce il reparto nel presidio dell’Asl Napoli 1 Centro e che, in seguito alle disposizioni dell’Unità di Crisi della regione Campania, si è trovata costretta ad aumentare i posti letto Covid. «A seguito della recrudescenza degli accessi per i ricoveri da infezione Covid 19 si dispone l’attivazione di ulteriori posti letto pediatrici» si legge nella nota che ha potenziato con altre 10 postazioni, le 20 già precedentemente aperte per un totale di 30 nuove disponibilità al Santobono. Per rafforzare l’assistenza, è stato necessario, quindi, utilizzare il personale ospedaliero dell’Annunziata, trasferendo i sanitari nel presidio vomerese dove, oltre alla cronica carenza delle unità infermieristiche si stanno registrando molte assenze a causa dei contagi tra gli operatori ospedalieri. 

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«L’Annunziata è stato praticamente smantellato fino alla chiusura del reparto che, ora, mette in grandi difficoltà le famiglie» tuona Armando Simeone, conigliere della quarta municipalità che ha raccolto le proteste dei genitori «preoccupati soprattutto per la possibilità che la chiusura possa diventare definitiva». «L’ospedale di Forcella serve una platea con un’alta percentuale di disagio economico, per cui molte famiglie non hanno possibilità di spostarsi facilmente dal quartiere» ha sottolineato Simeone, ricordando che si tratta di «quartieri a più alta densità abitativa e con una grande percentuale di minori». La preoccupazione delle famiglie, è stata anche oggetto di un intervento al Senato, in cui Raffaele Mautone ha segnalato la «situazione paradossale dell’assistenza ospedaliera pediatrica a Napoli», riferendosi alla chiusura di pediatria all’Annunziata e chiedendone l’immediata riapertura. 

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Sulla chiusura “temporanea” della pediatria, arrivano rassicurazioni da Raffaele Conenna, direttore generale dell’azienda Santobono-Pausilipon deciso «a garantire la riattivazione dei posti letto, una volta ridimensionata l’emergenza pandemica, molto probabilmente tra un paio di mesi» ma, allo stesso tempo, il manager si augura «collaborazione da parte dell’Asl Napoli 1 per strutturare i posti letto pediatrici in città». Anche il direttore generale dell’Asl partenopea, Ciro Verdoliva dichiara «disponibilità piena» sulla vicenda. «Stiamo pianificando l’offerta che ci viene assegnata dalla programmazione regionale per individuare il numero dei posti letto e una struttura idonea». Per il momento, all’Annunziata, rimangono attivi il primo soccorso e l’ambulanza di prima assistenza, oltre alcuni ambulatori e i day hospital per l’obesità e sindromi metaboliche.

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA