Da Benevento a Napoli un corteo
di carri funebri contro la Regione

«Celebreremo a Napoli i funerali delle piccole e medie imprese delle onoranze funebri campane dando vita ad un corteo 'silentè, come è nel nostro stile di lavoro. La speranza è che Palazzo Santa Lucia possa ascoltarci e rivedere i recenti atti deliberativi della giunta regionale che, ignorando anche le direttive dell'Antitrust, decretano di fatto la morte di circa 700 imprese del settore, lasciando in vita solo le 'grandì e favorendo una sorta di monopolio. Noi siamo contro i monopoli sia perché limitano la libertà di impresa sia perché potrebbero far gola alla camorra». È quanto rende noto il Comitato spontaneo delle imprese funebri campane, riunitesi a Benevento dove hanno deciso di presentare contro le delibere di giunta regionale ricorso al Tar. Alla base del ricorso viene contestata l'imposizione della giunta regionale «che ogni impresa di onoranze funebri per operare deve avere in organico un numero minimo di 4 dipendenti e un direttore tecnico assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno». «L'ammonizione dell'ANCI e l'intervento dell'Antitrust, cui ci si era rivolti sulla questione, - continua il comitato - è stata ignorata. In poche parole, delle circa novecento imprese funebri operanti in Campania ne resteranno solo alcune decine, ovvero quelle che operano nelle metropoli, dove il numero dei funerali si aggira mediamente tra i mille e i duemila all'anno, rispetto ai circa cento funerali che mediamente organizzano tutte le altre imprese in Campania». «È giusto regolare il settore con la istituzione di un Registro regionale per la trasparenza e la legalità, ma siamo convinti che non sia legale imporre, come ha fatto di recente la Regione Campania, alle piccole e medie imprese il numero di dipendenti da assumere in quanto limitativo della libertà di impresa e in contrasto con le leggi nazionali». Di qui la decisione di dar vita giovedì prossimo, 28 dicembre, ad un lungo corteo di carri funebri che, partendo da Benevento (ore 9), raggiungerà Napoli (ore 10,15) per celebrare i funerali della piccola e media impresa del settore
Giovedì 21 Dicembre 2017, 13:26
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3 di 3 commenti presenti
2017-12-22 20:32:07
A questi piace il monopolio degli amci degliamici per i vivi e per i morti.
2017-12-21 21:48:35
Quasi 1000 imprese nel settore mortuario in Campania e il tasso di mortalità che continua a crescere...In Campania, secondo l'Istat, "godiamo" del più basso indice di longevità...Insomma, noi campani campiamo meno di tutti gli altri italiani! Come sempre, siamo i peggiori! Ho appena letto che, in Sicilia, alcune Imprese funebri commissionano i decessi....quando il tasso di mortalità tende a calare. E' la prova di una buona programmazione imprenditoriale! E allora mi chiedo, non senza ironia: la proliferazione delle Imprese funebri campane rappresenta una delle cause o solo la conseguenza dell'alta mortalità?
2017-12-21 15:39:59
COMUNICATO STAMPA La Regione Campania, nei giorni scorsi, ha approvato tre importanti regolamenti attuativi della Legge Regionale n. 7/2013, che disciplina le attività funerarie e cimiteriali. Il Coordinamento Intersindacale delle Imprese Funebri della Campania esprime sul punto viva soddisfazione, anche tenuto conto del notevole lasso di tempo intercorso tra l’emanazione della legge e l’adozione, già ivi prevista, dei detti regolamenti attuativi. “Ringraziamo il Presidente De Luca e la Giunta Regionale per essere intervenuti, con questi regolamenti, in un settore che necessita di regole certe e chiare, nell’interesse comune delle famiglie, delle imprese e delle Amministrazioni Comunali”. Queste le parole, di comune accordo espresse da Walter Giordano, presidente dell’A.C.I.T.O.F. e Giuseppe Ricci della FEDERCOFIT”. La L.R. del 2013 in questi anni ha favorito l’aumento del livello di qualità e di liberalizzazione del settore grazie al quale sono stati registrati oltre 2.000 nuove assunzioni stabili e qualificate, tra direttori tecnici ed operatori e queste maestranze sono dotate di un’alta qualità professionale che si aggiorna periodicamente attraverso la formazione permanente secondo standard regionali. I tre nuovi regolamenti introducono nuovi elementi di ancora maggiore qualità e trasparenza nel settore introducendo il registro regionale delle imprese e degli operatori, introducendo il divieto di pubblicità cartellonistica per le imprese e hanno, finalmente, regolamentato la realizzazione delle case funerarie, strutture poste dalle imprese funebri a disposizione delle famiglie, per onorare le salme in ambienti alternativi all’abitazione e certamente più accoglienti degli obitori pubblici”. Tutte le sigle aderenti all’accordo intersindacale, ACITOF, FEDERCOFIT e LAIIF, unitamente alla E.F.I. (Eccellenza Funeraria Italiana), rappresentata da Alessio Salvato, confermano il proprio impegno e la propria disponibilità a collaborare pienamente con le istituzioni per la concreta applicazione delle nuove disposizioni e per una progressiva tutela di tutte le imprese del settore, anche nella lotta all’abusivismo e a prescindere dalla loro effettive dimensioni. Manca ancora, però, l’istituzione dell’”Osservatorio regionale per la legalità e la trasparenza delle attività funerarie e cimiteriali” previsto dall’art. 5 bis della legge L.R. 12/2013, e ancora non è stata rinnovata la “Consulta regionale” di cui ha l’art 5 della medesima legge. “Sono assolutamente importanti e urgenti il rinnovo della Consulta regionale e l’istituzione dell’Osservatorio, l’assenza di questi due importanti organismi può rallentare gravemente la piena attuazione anche delle recenti norme regolamentari e potrebbe, inoltre, produrre effetti addirittura controproducenti della stessa legge” ha dichiarato Luigi Cuomo, presidente dell’associazione antiracket SOS IMPRESA e referente regionale della L.A.I.I.F.-Confesercenti della Campania. Cuomo, pertanto, sollecita il Presidente Vincenzo De Luca a fare in modo che al più presto possibile si completi il quadro normativo, soprattutto in questo particolare momento in cui il settore delle imprese funebri continua ad occupare troppo spazio nelle pagine di cronaca nera e giudiziaria in tutta la Regione Campania. Il coordinamento intersindacale unitamente all’E.F.I., infine, stigmatizza improvvisate e improvvide iniziative tese a minare l’impianto strutturale della legge 12/2001; esistono, infatti, isolati tentativi di infiltrare emendamenti corsari nella prossima legge finanziaria regionale con norme che non hanno nulla a che vedere con il buon senso e la competenza specifica in questo delicato settore e che mirano a mantenere la preesistenti condizioni autorizzative ed operative a vantaggio della parte meno strutturata e virtuosa del settore abituata ad operare in spregio al rispetto delle imperative normative in materia assicurativa, contributiva e fiscale.

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