Dall'Albania la droga per Scafati e il vesuviano, 21 gli indagati

di Nicola Sorrentino

SCAFATI. Droga per le piazze di spaccio di Scafati e del vesuviano, con lo stupefacente che arrivava dall'Albania: cinque persone di Scafati finiscono arrestate. Quattro in carcere ed una ai domiciliari. Ventuno invece gli indagati di un'inchiesta condotta dalla Dda di Salerno. Tra le persone finite in carcere c'è R.C. , un 51enne di Scafati che nel 2015 fu inseguito dai carabinieri di Salerno e trovato in possesso di 30 chili di hashish diviso in panetti. Il fermo avvenne nel quartiere di Pastena. La sua figura avrebbe portato gli inquirenti ad individuare un traffico di droga che partiva dall'Albania e di cui beneficiavano acquirenti scafatesi e napoletani. L'uomo aveva infatti un canale con la Puglia, che a sua volta serviva per concordare l'acquisto di droga con l'Albania. Le perquisizioni sono state effettuate sia a Scafati che nei paesi vesuviani, come Boscoreale. Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno accertato diverse piccole cessioni di droga, oltre al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente, in particolare hashish, arrivati dal paese balcanico.

Nel corso dell’inchiesta erano stati individuati e in alcuni casi arrestati proprio i trafficanti albanesi con i quali gli scafatesi erano in contatto. Tra i promotori dell’organizzazione, non raggiunto dalla misura cautelare, figura anche V.A. che gestiva - attraverso una serie di pusher - la piazza di spaccio di Scafati e quella del Piano Napoli di Boscoreale, I referenti del gruppo criminale per l’acquisto di droga erano un albanese. G.D. e A.M. , un referente pugliese. Gli indagati utilizzavano un linguaggio criptato per discutere di quantità di droga da acquistare e poi piazzare, con trasferte fatte anche in Abruzzo e in Puglia. Ma non sempre le cose finivano bene, come quando R.C. , non ricevette un carico di droga che sarebbe dovuto essere consegnato da due scafisti, dietro ordine del gruppo albanese. Episodio accaduto a Martinsicuro, nella provincia di Teramo. Droga e hashish diventavano "attrezzi" e "palestre". Un giro di affari da svariate migliaia di euro. 
Domenica 16 Dicembre 2018, 10:59
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