Emergenza rifiuti, la Campania resta sotto esame della Commissione Ecomafie

di Daniela De Crescenzo

Progetti irrealizzati, norme inapplicate, fondi insufficienti, inchieste giudiziarie: la Campania dei rifiuti continuerà a soffrire. Sono queste, su grandi linee, le conclusioni a cui è giunta la Commissione d'indagine sulle ecomafie dopo cinque anni di lavoro nella relazione approvata il 28 febbraio. Il testo è passato con l'astensione dei 5 Stelle. Spiega la senatrice Paola Nugnes: «La relazione ci è stata presentata 10 giorni fa, corposissima, si tratta di oltre 650 pagine: a fronte di ciò ci è stato dato pochissimo tempo per emendarla, e come nella scorsa relazione, anche questa viene discussa a camere ormai sciolte. Noi abbiamo presentato decine di emendamenti ma ne sono passati solo alcune unità». Ed eccole, nel dettaglio, queste criticità che, irrisolte, ancora danneggiano l'ambiente. E anche il nostro portafoglio, visto che le spese continuano ad essere ingenti e a ricadere in gran parte sulla tassa dei rifiuti.

Le analisi dell'Arpac dimostrano un peggioramento delle performance dei depuratori di Foce Regi Lagni, Cuma e Napoli Est da quando sono stati affidati alla Sma, la società investita nelle scorse settimane da una bufera giudiziaria e anche mediatica dopo l'inchiesta del sito giornalistico Fanpage. Non solo: cinque depuratori (Acerra, Napoli Nord, Regi Lagni e Succivo) non hanno ancora un impianto di stabilizzazione. Si legge nella relazione: «La necessità di adeguare i grossi impianti di depurazione regionali, in particolare i 6 impianti attualmente in gestione alla Sma Campania, appare evidente anche alla luce degli esiti dell'attività di controllo svolta da Arpac».

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Giovedì 8 Marzo 2018, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 09:46
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