Marianna Giuliano scarcerata
dopo 12 anni: è tornata a Forcella

Giovedì 13 Giugno 2019 di Leandro Del Gaudio

È cambiato tutto in dodici anni. Sono cambiati i sensi di marcia, le panchine, qualche aiuola, magari ci sono ancora gli stessi cantieri nella zona del rettifilo e di via Duomo, sono nati negozi e ristoranti ad ogni angolo della strada e la situazione in generale - qui tra i vicoli del centro cittadino - è decisamente diversa. È questa la cartolina di Napoli da Forcella, in particolare vista da Marianna Giuliano, figlia dell’ex boss della camorra napoletana Luigi Giuliano e di Carmela Marzano, ma soprattutto moglie di Michele Mazzarella (che sta scontando una condanna a 28 anni e otto mesi, per l’omicidio di Giuseppe Ginosa, per associazione camorristica e droga).
 
Dopo 12 anni di cella, è tornata libera Marianna Giuliano, che era stata condannata nel corso del processo «piazza pulita», una maxinchiesta che colpiva i trafficanti di droga nel centro cittadino, in particolare a Forcella, puntando a smantellare quell’organizzazione nata dalla successione tra la leadership dei Giuliano a quella dei Mazzarella.

Una staffetta camorristica retta, alla fine degli anni Novanta, proprio dal matrimonio dei rampolli dei due casati, che aveva consentito l’innesto a Forcella del gruppo del clan Mazzarella, che oggi - dopo anni di silenzio - viene ritenuto tra i più strutturati da un punto di vista mafioso nel centro cittadino. Difesa dal penalista napoletano Sergio Lino Morra, Marianna Giuliano ha lasciato la cella con qualche mese di anticipo rispetto alla data prevista, dal momento che era stata condannata - in via definitiva - a una pena di sedici anni. Ma il calcolo dei giorni, la cosiddetta buona condotta, le ha consentito di chiudere i conti con la giustizia italiana in anticipo rispetto alle previsioni iniziali. 

Fatto sta che chi la conosce non ha dubbi sulle sue scelte di vita: Marianna Giuliano - raccontano tra i vicoli di Forcella - punta ora a stare lontano dal crimine organizzato e dai traffici illeciti, nel tentativo di riconquistare una vita al riparo da accordi criminali e da indagini antimafia, in attesa che di qui a poco tempo possa ritornare libero - sempre per un fine pena - il marito Michele Mazzarella.

Scenario cambiato, in dodici anni. Ci sono turisti in giro per i vicoli della casbah, quelli che un tempo erano considerati pericolosi dagli stessi napoletani, mentre l’ex Palazzo di giustizia a Castelcapuano è solo un monumento poco valorizzato, comunque un lontano ricordo del centro della vita giudiziaria che fu negli anni in cui i Giuliano spadroneggiavano nella zona dei Tribunali. Meno clan strutturati, meno gerarchie militari, camorra polverizzata, ma molto pericolosa.

Dal carcere in cui è stata reclusa, la donna ha assistito alla tragedia cittadina delle paranze di Forcella, all’avvento di Emanuele Sibillo, alla guerra con i Buonerba, in un conflitto che non era immaginabile prima dell’arresto suo e, in particolare, del marito: a segnare lo scontro tra i giovanissimi di Forcella, c’erano discendenti di terza generazione dei Giuliano (a sostenere i Sibillo), contro i Buonerba (a loro volta supportati da un punto di vista militare dall’ala dura dei Mazzarella). Una guerra tra gruppi che un tempo erano uniti sotto lo stesso cartello familiare, negli anni della successione avvenuta per fusione dinastica, proprio grazie al matrimonio tra Marianna Giuliano e Michele Mazzarella. Ora lo scenario è decisamente cambiato. Stando alle ultime battute investigative, a Forcella e dintorni è in atto la contrapposizione tra clan per il racket del food, nella nuova era del grand tour napoletano.
 

Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA