Napoli, il Parco dei Quartieri Spagnoli chiude il pomeriggio per mancanza di personale

di Paola Marano

«Il campo ci è stato consesso, ma troviamo il cancello chiuso. Come facciamo ad entrare?». A parlare è Ester Sesso, presidente dello Spartak San Gennaro, associazione sportiva dilettantistica nata la scorsa primavera per dare a 60 ragazzi di Montesanto e del Pallonetta di Santa Lucia una opportunità di aggregazione.
L’associazione ha ottenuto lo scorso agosto la disponibilità ad usufruire del campetto di calcio all’interno del parco dell’ex ospedale militare nei quartieri spagnoli nell’orario pomeridiano, ma dal 1° settembre l’amministrazione comunale ha deciso di lasciare aperto l’unico polmone verde della zona soltanto fino alle 15.30 per mancanza di personale. Una contraddizione in termini se si considera che l’attività dei bambini è extrascolastica, e che con il rientro di oggi sui banchi di scuola non può certo consumarsi durante il mattino.
 

Risultato? Porte del cancello chiuse perché dei 4 dipendenti che dovrebbero essere in forze come custodi, ne sono rimasti solo 3. Motivo per cui non si riesce a tenere aperto il parco fino a sera, come succedevo prima dell’estate.
«Oggi per protesta siamo entrati con un piccolo blitz – spiega Ester – ma venerdì avremo lo stesso problema. I bambini dove giocheranno?Ci hanno preso solo in giro perché i bambini la mattina vanno a scuola, dopo la scuola dovranno studiare e prima delle 16.30 per loro è impossibile iniziare ad allenarsi. Abbiamo proposto di prendercene carico noi, di fare volontariato e tenere il parco aperto il pomeriggio per dare modo ai bambini di giocare e aggregarsi e non ce li hanno permesso. Abbiamo chiesto di mandare altri operatori, o almeno di cambiare turni ai custodi ma nulla».
 
La chiusura del parco nelle ore pomeridiane compromette non solo le attività dello Spartak San Gennaro, ma anche di tutte le associazioni, educative territoriali e gruppi che operano con ragazzi e disabili all’interno del centro di aggregazione Urban e non solo.  «Ho sciritto al dirigente di riferimento e agli organi competenti per chiedere uno sforzo straordinario e riconoscere delle unità di personale– afferma l’assessore alle pòolitiche sociale del Comune di Napoli, Roberta Gaeta - Ho investito anche l’assessore al patrimonio Alessandra Clemente della problematica, per cercare di trovare una soluzione congiunta. Abbiamo avuto un primo incontro, ne avremo un altro questa settimana. Da parte nostra c'è tutta la volontà di trovare una soluzione al non poter realizzare le attività affidate e per noi indispensabili».

Una prima soluzione sarebbe stata già avanzata invece dall’assessore alle lavoro del Comune di Napoli, Monica Buonanno: l’ipotesi sarebbe quella di coinvolgere alcuni Lsu (lavoratori socialmente utuili,ndr) nella copertura dei turni dei custodi, consentendo così l’apertura del parco fino a tardo pomeriggio.  

«Chiediamo al sindaco di Napoli di provvedere immediatamente a rimediare una situazione incredibile e improponibile per una città di un milione di abitanti con migliaia di dipendenti - è l’appello lanciato al primo cittadini dagli attivisti del comitato di Quartiere Montesanto e i volontari della associazione sportiva – non è possibile che il più importante spazio del centro antico sia chiuso alla cittadinanza per la mancanza di un custode».
Mercoledì 11 Settembre 2019, 20:23
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