Napoli, il raid a Mergellina: due ragazzi bombaroli per noia

Mercoledì 16 Ottobre 2019 di Melina Chiapparino
Una bomba per divertirsi e passare il tempo. Questo hanno confessato i due minori, un 17enne (denunciato) e un 12enne, che hanno fatto esplodere un ordigno contro una cioccolateria a Mergellina. Il boato nella notte è stato così forte da svegliare chi stava dormendo. L'esplosione è avvenuta dopo la mezzanotte tra lunedì e martedì, davanti al negozio in via Giordano Bruno.

C'è chi ha pensato ad una bomba per minacciare i proprietari e chi ha creduto fosse un petardo esploso per festeggiare una ricorrenza ma non ci sono dubbi sul fatto che si trattasse di una deflagrazione che ha danneggiato i locali nuovi di zecca, al civico 132. La cioccolateria artigianale dallo stile bohemien era stata inaugurata appena 4 giorni fa, realizzando il sogno di una vita della proprietaria che oggi si ritrova con l'insegna sfregiata. Lo scoppio, infatti, non ha causato il ferimento di persone ma ha mandato in frantumi metà del tabellone luminoso affisso all'esterno dove non si legge più la scritta Sofi, sistemata quasi all'altezza del primo piano della palazzina che ospita il negozio. Le indagini dei carabinieri non hanno tralasciato alcuna ipotesi fino all'identificazione, nella tarda serata di ieri, degli autori minorenni dell'esplosione ma Silvia Pere, titolare del negozio, da subito ha zittito chi parlava di «racket».

LA TITOLARE
«Quando ho visto l'insegna rotta, ho subito immaginato qualche bravata di ragazzini e ho creduto che avessero lanciato delle pietre». Nel raccontarlo, Silvia, 48 anni, napoletana doc, ci tiene a fare chiarezza: «Non ho mai ricevuto richieste di soldi o qualcosa che potesse somigliare ad un'estorsione, anzi, da questo quartiere ho ricevuto un'accoglienza calorosa e inaspettata - chiarisce la titolare - l'episodio non ha nulla a che fare con camorra o illegalità». L'imprenditrice che finalmente è riuscita a trasformare in realtà il sogno di una vita racconta la sua storia fatta di tanta gavetta e anni di sacrifici. «Ho aperto questa attività dopo oltre 20 anni da operaia nel settore della cioccolata e formandomi nell'ambito dell'imprenditoria femminile - aggiunge Silvia che lavora insieme alla figlia - con impegno e costanza, sono riuscita a far avverare la mia più grande ambizione, aprendo la cioccolateria-caffetteria in uno dei quartieri di Napoli che amo di più». «I video delle telecamere di noi commercianti hanno mostrato che si tratta di ragazzini, da mamma il pensiero che per divertimento si compiano azioni criminali mi rende il cuore triste» conclude Silvia.
 

I MINORI
I due minori, un 17enne e un 12enne, entrambi napoletani e incensurati, avevano persino filmato con i cellulari la fase di costruzione dell'ordigno, quasi a documentare la paternità di un'azione violenta e premeditata. Le indagini dei carabinieri della stazione di Posillipo hanno dapprima individuato il coinvolgimento dei giovani e, sotto il coordinamento della Procura per i minorenni, sono arrivati alla loro identificazione avvalendosi anche delle immagini della videosorveglianza della cioccolateria. Nelle abitazioni dei minori, i militari hanno sequestrato gli abiti che indossavano la notte dell'esplosione e i loro cellulari. Prova schiacciante è stato il video sul telefonino del 17enne.
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