La sfida di Città della Scienza: «Ripartiamo da Corporea»

Venerdì 19 Febbraio 2016 di Davide Cerbone

Una festa di compleanno in piena regola, come se la ricorrenza non fosse infausta. Una serata di canti e balli, con la musica a scacciare i ricordi più amari. Un esorcismo collettivo? Forse. Soprattutto, però, un modo per gridare a Napoli, all'Italia, al mondo che anche dalle ceneri si può rinascere. La prova tangibile è questo avveniristico edificio di cinque piani dove gli operai lavorano a ritmo serrato per completare gli ultimi dettagli. Un traguardo raggiunto alla fine di un percorso durato dieci anni, tra stop and go, avvicendamenti politici e burocrazie varie.Ma Corporea finalmente c'è, e a questi 5mila metri interamente dedicati alla scoperta del corpo umano Città della Scienza affida la sua resurrezione. A sollevare il velo saranno il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il governatore Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi de Magistris: tutti insieme si ritroveranno a Coroglio il prossimo 4 marzo, a tre anni esatti dal giorno dell'attentato. Una data, quella dell'incendio, che scandisce le tappe di una lenta risalita. «Quella ricorrenza dà una cadenza al nostro lavoro», spiega il professor Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis. E sottolinea: «Noi andiamo avanti con puntualità».

La stessa puntualità che a Città della Scienza si aspettano dalle istituzioni, chiamate a formalizzare i passaggi burocratici per la ricostruzione del Science Centre. «Attendiamo entro la fine di questo mese la convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Regione: la regia è affidata a Bonavitacola, che tra l'altro ha la delega all'Urbanistica. Poi, secondo quanto prescrivono la legge e l'Accordo di programma quadro sottoscritto ad agosto 2014, l'istruttoria tecnica passerà al vaglio del Consiglio comunale, al quale toccherà il compito di ratificarla». Ed è qui che, tenendo conto del noto ostracismo del sindaco su Bagnoli, l'iter potrebbe arenarsi. Lipardi, tuttavia, è ottimista: «Se tutto andrà per il verso giusto, prima dell'estate sarà indetta la gara internazionale», afferma il consigliere delegato Vincenzo Lipardi, che con il nuovo spazio espositivo conta di portare i visitatori dagli attuali 100mila a 250mila.

Intanto si gode il nuovo regno dell'anatomia e della biologia, un progetto da 27 milioni complessivi tra contenuti (6 milioni) e contenitore (21) votato all'esplorazione di un meccanismo delicatissimo, che ospiterà anche un planetario da 130 posti, il più grande d'Italia, una sala cinema, aree riservate alla sperimentazione diretta dei fenomeni da parte dei visitatori, alla salute e alla prevenzione. Non solo: nella mission di Corporea gioca un ruolo chiave anche la creazione d'impresa. Accanto alla parte museale, infatti, ci sarà un'area dedicata alle startup nel campo biomedicale. «Sarà il primo Museo del corpo umano in Italia e uno dei più importanti d'Europa, ma come sempre accanto alla conoscenza vogliamo promuovere l'innovazione. Non a caso, in questi anni il nostro incubatore ha dato vita a ben 120 imprese», ricorda con orgoglio il manager.E con lo stesso sentimento spiega che dove tre anni fa c'erano macerie oggi c'è una nuova sfida.

«Ricordiamo tutti il flash mob organizzato all'indomani del rogo: 15mila persone scesero in strada per difendere questo patrimonio della città e del Paese. Adesso con quelle persone vogliamo festeggiare per riaffermare la legalità, per dire che dove allora si piangeva oggi si può sorridere». Davanti all'edificio tornerà a vivere anche l'arena da un migliaio di posti nella quale si esibiranno la sera del 4 marzo Eugenio Bennato e altri musicisti. Uno spazio finora occupato dal cantiere. «Con la musica abbiamo voluto ritrovare l'identità e per lo stesso motivo oggi siamo qui», dice Bennato, che sul palco duetterà, tra gli altri, con l'amico Tony Esposito e Pietra Montecorvino.E Massimo Pica Ciamarra, l'architetto che disegnò prima Città della Scienza e poi Corporea, fa notare: «Corporea è il primo intervento che, anche grazie ad una lunga battaglia per il superamento di certi vincoli, esprime dentro Città della Scienza la contemporaneità. Questo permette una continua stratificazione degli elementi architettonici che culminerà con la costruzione del Science Center». Lipardi una promessa sente di farla: «Sono sicuro che rispetteremo i tempi - si sbilancia -. Vi invitiamo all'inaugurazione il 4 marzo del 2018».