La tragedia di Cardito, Tony: «Prima ho fumato tanti spinelli, poi ho picchiato Giuseppe e Noemi»

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di Mary Liguori e Marco Di Caterino

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Emorragia interna o frattura della base cranica. Sarebbero queste le cause del decesso del piccolo Giuseppe. Sono i primi dettagli dell'esame sul corpo del bimbo di sei anni massacrato, a Cardito, domenica, dal compagno di sua madre. È morto lentamente, Giuseppe, poteva salvarsi se solo qualcuno avesse chiamato in tempo i soccorsi. Magari sua madre che era presente al pestaggio e che, assieme al patrigno-orco, ha anche tentato di medicarlo. È la ricostruzione che viene dall'udienza di convalida del fermo che si è tenuta ieri.

Tony Essoubti Badre ha avuto la decenza di non chiedere misure alternative al carcere. Si è rimesso alle decisioni del giudice che, nel primo pomeriggio, ha spiccato ordinanza cautelare per l'omicidio del bimbo e le lesioni a sua sorella. Per due ore, assistito dall'avvocato Michele Coronella, Tony ha parlato con il gip Santoro, ha risposto alle sue domande. La confessione si è arricchita di particolari macabri, assurdi, peggiorativi per la sua già disastrata situazione. «Ho fumato diversi spinelli, come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma», perché quella pace dei sensi che gli dà la droga era funestata dalle grida dei bambini, tutti e tre in casa, proprio tutti, perché di domenica la scuola è chiusa.

E lui, Tony, non ce l'ha fatta più. Il giorno prima avevano distrutto il lettino della cameretta nuova. E ora, ancora, urla e schiamazzi. Li ha picchiati, prima a mani nude. A «schiaffi, forti. Poi a pugni. Ma loro strillavano e strillavano ancora». Quindi ci è andato giù «con la mazza della scopa». Lividi, sangue. «Sono andato in farmacia per comprare una pomata. I bambini erano feriti. Volevamo medicarli». Ha iniziato a usare il plurale, Tony, quando ha preso a ricostruire la seconda fase della domenica d'orrore di Cardito. «Volevamo, io e Valentina. Lei? Sì, era in casa, era presente. Ma ha cercato di fermarmi». E lui, per levarsela di torno, le ha dato un morso in testa.

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Giovedì 31 Gennaio 2019, 07:23 - Ultimo aggiornamento: 31-01-2019 18:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 18 commenti presenti
2019-02-06 00:28:59
Poveri spinelli,cosa devono sentir dire sul loro conto.
2019-02-03 18:39:34
Questi sono gli effetti della droga... e personaggi politici incoscienti vorrebbero liberalizzarla. Anche loro sono responsabili di queste morti. Stiamo attenti a chi votiamo e prendiamo coscienza che la droga significa morte propria e degli altri, e la morte non è leggera come vogliono far credere di certe droghe. Anche molti femminicidi avvengono sotto effetto della droga.
2019-01-31 16:03:09
Il nostro carcere ha anche una funzione rieducativa, ma un vigliacco che prende a pugni un bambino fino ad ammazzarlo non può essere rieducato. Se è così distrutto come dice dovrebbe avere il buon senso di buttarsi sotto un treno, perché nessuna pena prevista dalla nostra costituzione è adeguata al reato.
2019-01-31 15:32:37
Converrai che nei 12 milioni di italiani che usano la cannabis ci sono i 4 milioni che sono cocainomani ed eroinomani e che frequentano le piazze di spaccio come degli zombi alla ricerca della sopravvivenza giornaliera; cosa che non succede per i bevitori di birre. Poi una cosa è certa, la loro iniziazione alle droghe pesanti non è partita certamente con l'eroina ma da uno spinello.......innocuo. comunque, contenti voi...
2019-01-31 15:29:45
Sono devastato, ma come si può arrivare a tanto, il solo pensare a questi bambini trattati in questo modo mi fa stare male, è davvero il caso di chiuderlo e buttare le chiavi, questa umanità, dove possibile, deve essere segregata senza nessun contatto con altre persone, sono commosso, i piccoli devono essere assistiti da chi capisce il loro grande valore , sono un regalo, non oggetti da distruggere.

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