Lapo Elkann e i bambini di Napoli: «Per loro ci sarò sempre»

Martedì 18 Gennaio 2022 di Valentino Di Giacomo
Lapo Elkann e i bambini di Napoli: «Per loro ci sarò sempre»

Uno juventino sfegatato, un torinese cosmopolita pure, ma con un grande amore per Napoli che da anni ha messo al centro delle sue numerose iniziative benefiche. Lapo Elkann, nipote di Gianni Agnelli, dal nonno ha ereditato lo charme, l’elegante eccentricità, il genio abbinato a qualche sregolatezza e pure un legame con la capitale del meridione quasi viscerale. Se nonno Gianni arrivava a Capri tuffandosi in mare da un elicottero, Lapo a Napoli viene quasi sempre per le sue campagne di solidarietà. Ha raccontato proprio ieri il suo legame con la città, in un’intervista al Giornale, ricordando di essere torinese «ma anche napoletano perché mia nonna materna, una Caracciolo, me l’ha insegnato e non l’ho dimenticato».

I bimbi di Napoli sono al centro delle sue attenzioni, soprattutto i più sfortunati. Ha svelato ieri che un incontro, più di altri, gli ha cambiato la vita: parlare con un baby-killer di camorra durante una sua visita al carcere minorile di Nisida di qualche anno fa. «Rimasi così turbato - ha raccontato - che uscito dal carcere vomitai. E allora ho pensato che si può andare in Africa a fare del bene, ma si può anche iniziare da casa nostra. E i primi progetti che ho curato riguardavano Napoli e la Campania. Saranno almeno il 30% del totale di quelli che abbiamo avviato».

Dal 2016 Lapo ha creato con sua moglie, la portoghese Joana Lemos, la fondazione “Laps”. E Napoli è sempre stata al centro dei pensieri del rampollo degli Agnelli. Proprio all’inizio dell’avventura della sua associazione benefica, Elkann visitò Scampia. Dopo un sopralluogo sui campi di calcio del centro sportivo Arci Scampia sotto la guida del presidente Antonio Piccolo, visitò due scuole, l’istituto comprensivo Virgilio IV e l’alberghiero Vittorio Veneto. Ai ragazzini prima chiese per quale squadra tifavano sfoggiando il suo tatuaggio sull’avambraccio con lo stemma della Juve, poi Lapo si fece raccontare che negli istituti mancavano gli scuolabus e lui - dopo una settimana - donò due autobus della Fiat. L’unica divergenza con i ragazzini di Napoli solo nel calcio, seppure lui ha sempre ammesso di avere proprio nei colori azzurri la sua seconda squadra, ma anche una grande amicizia con Diego Armando Maradona. Il giorno della morte di Diego scrisse: «Sul web vedevo spesso la mia foto con lui. Era per prenderci in giro sulle nostre dipendenze. Loro però non sapevano che io ero onorato di stare vicino a Diego perché era un mio vero amico».

Almeno una volta ogni anno Lapo visita i ragazzini di Nisida dove racconta le sue esperienze, anche le sue trascorse dipendenze, ma soprattutto cerca di aiutare quei giovanissimi che hanno preso troppo presto strade sbagliate. Da quando è nata Laps ha aiutato oltre 10mila bambini e formato circa mille docenti per attivare una miriade di progetti nel sociale. Lo scorso anno lanciò, con il celebre stilista partenopeo Gianluca Isaia, delle t-shirt solidali e, con la vendita, poté aiutare le famiglie in difficoltà e le associazioni che operano sul territorio napoletano, in zone a rischio come Scampia e il Rione Sanità. In particolare un grande aiuto è stato offerto, proprio alla Sanità, all’associazione Achille Perillo e Chiara Blandini Onlus. Progetti concreti come la distribuzione di cibo: il progetto «Sartù» per consegnare 10mila porzioni di riso e centinaia di capi di abbigliamento alle parrocchie della Municipalità 8 di Scampia. Poi, lo scorso anno, ha donato 6mila pizze - nell’iniziativa “La pizza del sorriso” - realizzate da Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi. In tanti, forse, dovrebbero ringraziare non solo Lapo, ma anche quel ragazzino nell’istituto di Nisida che un giorno cambiò la vita del rampollo degli Agnelli. «Per loro - disse - ci sarò sempre».

 

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA