Mancano le lenzuola, a Napoli ospedali in ginocchio

di Ettore Mautone

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Negli ospedali di Napoli scarseggiano le lenzuola pulite. Da giorni le forniture di federe, coperte, traverse sterilizzate procede col contagocce. La penuria è estesa a tutti gli ospedali della Asl Napoli 1, comprese le grandi strutture sanitarie come il Cardateli, l’Azienda dei Colli, il Pascale e il Santobono. Una situazione che si trascina da almeno una settimana finora fronteggiata con soluzioni tampone, messe in campo dai tre commissari straordinari della American Laundry, ditta interdetta per mafia. Si ricorre ad altri fornitori privati, ma negli ultimi giorni il delicato equilibrio è precipitato verso la completa paralisi a causa del blocco del ritiro della biancheria sporca. Intanto Olga Porta, uno dei tre commissari della American Laundry, annuncia: «Vado in Procura a presentare denuncia, l’agitazione dei lavoratori ha paralizzato ogni attività».

L’OSPEDALE DEL MARE
Le situazioni più critiche al San Paolo ma anche al Pellegrini, al San Giovanni Bosco e all’Ospedale del Mare. Qui già da sabato scorso il mancato arrivo del furgone con le lenzuola e la biancheria pulita ha creato notevoli problemi in alcune unità chirurgiche ma anche nel resto dell’ospedale. Al cambio del letto in molti casi non si è dunque riusciti a reperire le lenzuola pulite e i pazienti hanno atteso ore prima di potersi mettere a letto accontentandosi infine della distribuzione di lenzuolini di carta monouso. Ieri, invece, in molti letti sono apparsi i lenzuoli verdi riservati alle sale operatorie. Il disagio e il malumore serpeggiano tra i malati che individuano il personale come causa del disservizio. La mancanza di biancheria pulita e sterilizzata si è fatta sentire anche al Cardarelli. Qui la manager Anna Iervolino, nonostante le ripetute diffide, ha visto diminuire le già insufficienti forniture, ridotte di un terzo rispetto al fabbisogno giornaliero. Da un lato si è deciso di avviare l’acquisto di servizi di lavaggio e sterilizzazione della biancheria «in danno dell’azienda inadempiente», dall’altro sono state ridotte alcune attività cliniche concentrando tutte le risorse sulle attività di pronto soccorso dove i consumi sono alti e incessanti. All’accettazione dei casi urgenti l’altra notte si è iniziato ad avvertire l’insufficiente approvvigionamento per i reparti ad alta intensità assistenziale. In affanno anche il Pascale e le due Aziende ospedaliere Universitarie (Federico II e Vanvitelli) che però, tramite contatti diretti con i commissari dell’American Laundry, sono riusciti a sbloccare la situazione in serata con l’arrivo di alcune forniture da fuori regione. Più tranquilla la gestione nei pronti soccorso del Cto, Monaldi e del Cotugno. Il management dell’azienda dei Colli ha provato a razionare le scorte di biancheria.

I CONTRATTI
Le aziende sanitarie per la maggior parte sono ancora legate alla American Laundry grazie a proroghe a cavallo dei contenziosi davanti al Tar avviati dopo l’interdittiva antimafia adottata contro l’American Laundry a novembre del 2018. Proroghe tecniche che scadono il prossimo 30 giugno per l’azienda dei Colli, il 30 settembre per il Santobono-Pausilipon, senza termine per il Cardarelli. Qui, attraverso una complessa procedura amministrativa si sta tentando di aggirare l’ostacolo abbandonando del tutto il vecchio fornitore a favore del secondo classificato nell’originario bando come indicato dalla centrale unica di competenza regionale (Soresa Spa). Proroghe che invece dovrebbero essere già scadute per il Pascale (il 19 maggio) e per l’Università Federico II. Quel che è certo è che senza una svolta la situazione rischia di diventare ingovernabile ed esplosiva con la completa paralisi per mancanza di biancheria pulita, della maggior parte delle attività cliniche degli ospedali di Napoli.
Martedì 21 Maggio 2019, 22:28 - Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 11:53
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