Movida violenta a Pompei, giovane armato di pietre: resta grave l'accoltellato

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Susy Malafronte
Movida violenta a Pompei, giovane armato di pietre: resta grave l'accoltellato

Pompei, movida scatenata: è di un ferito e una denuncia il bollettino del sabato sera, tra giovani che sempre più spesso trasformano i loro momenti di svago e divertimento in guerriglie armate. Dopo il grave ferimento del figlio di un poliziotto - in prognosi riservata all'Ospedale del mare con un polmone e un'arteria femorale perforati - avvenuto nel corso di una festa studentesca nella notte tra l'8 e il 9 ottobre alla presenza di duemila coetanei, sabato notte altri fatti di sangue hanno macchiato le strade della movida della città degli Scavi. Un minorenne ferito e la denuncia di un 23enne che, armato di pietre, ha minacciato un gruppetto di giovanissimi hanno reso necessario l'intervento dei carabinieri di Pompei. 

Le indagini sul primo episodio sono scattate quando un ragazzino di 15 anni è arrivato, accompagnato dagli amici, al pronto soccorso dell'ospedale di Castellammare di Stabia con una ferita alla testa. Il ragazzo ha dichiarato ai medici di essersi fatto male cadendo a terra e di aver sbattuto la testa contro il bordo tagliente del marciapiede a piazza Falcone e Borsellino, una zona affollatissima di sera per la presenza di decine di localini. Ma i carabinieri ci hanno messo poco a ricostruire l'accaduto e capire che in realtà il quindicenne non era caduto da solo, bensì spinto con violenza da un coetaneo. Una litigata, qualche insulto, e un gesto brusco che avrebbe potuto avere un esito drammatico. Per fortuna il ragazzino dopo qualche ora di osservazione è stato dimesso e non ci sono state conseguenze per il suo assalitore, che non è stato neanche identificato.

Dopo il grave ferimento del 19enne di Agerola, la serata di sabato è stata all'insegna dei controlli più stretti da parte dei militari dell'Arma della stazione di Pompei e della compagnia di Torre Annunziata. È stato effettuato un servizio a largo raggio con il supporto dei militari del reggimento Campania e del nucleo elicottersiti di Pontecagnano: 88 i cittadini identificati e 43 i vecoli controllati. Ed è stato durante queste operazioni che i carabinieri hanno denunciato per porto di oggetti atti ad offendere un 23enne. I militari - allertati dal 112 - sono intervenuti nella centralissima via Sacra, cuore della movida all'ombra del Santuario, per sedare una lite molto animata che era in corso tra due gruppi di giovani. Il 23enne armato di pietre - un incensurato residente a Pompei - in particolare stava minacciando dei ragazzini chiaramente più giovani di lui. Ieri il sindaco Carmine Lo Sapio ha disposto la presenza di più agenti municipali in strada, anche oltre la mezzanotte. «I controlli più incisivi della polizia municipale - ha detto Lo Sapio, ringraziando le forze dell'ordine per il loro impegno - garantiranno una città più sicura nelle ore serali».

Intanto è attesa per questa mattina la convalida del provvedimento di fermo del minorenne che ha accoltellato il giovane alla festa della scuola. Le indagini della polizia di Pompei, svolte nell'immediatezza dei fatti, hanno permesso di raccogliere varie testimonianze ed elementi di prova a carico del ragazzino che, per futili motivi, aveva accoltellato il malcapitato. Interrogato per ore dal magistrato della procura minorile, presso il commissariato di Pompei e alla presenza del suo avvocato, il 16enne, accusato di tentato omicidio, ha ammesso di aver ferito il 19enne. Secondo le testimonianze, il papà del minore, non vedendolo tornare a casa, e non ottenendo risposta al cellulare, ha temuto che suo figlio potesse aver avuto un incidente stradale. Disperato, e con il cuore in gola, si è precipitato presso il pronto soccorso dell'ospedale di Castellammare. Lì si è trovato di fronte a una realtà diversa, ma non meno drammatica. Un gruppo di ragazzi gli ha chiesto se fosse lui il padre del minore che aveva ridotto in fin di vita il loro amico. A fare il nome di suo figlio era stata la vittima. Dopo una ricerca durata tutta la notte, l'uomo è riuscito a rintracciare il figlio fuggitivo, nascosto a casa di un amico, convincendolo a costituirsi.

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