Napoli, il sogno svanito di Salvatore e la generazione disposta a tutto

di Luigi Covatta

Mentre Cristiano Ronaldo (Cr7, per usare il nome di un uomo diventato brand) sbarcava a Torino, a Napoli un suo potenziale emulo, con dieci anni ed alcune centinaia di milioni di meno, precipitava dal quinto piano. Si chiamava Salvatore Caliano, ed in attesa di diventare un campione stava pulendo il lucernario di un palazzo su incarico di un'anziana conoscente: non dell'amministratore del condominio, che altrimenti (si spera) avrebbe provveduto a fornirlo di un adeguato corredo di sicurezza.

Dubito, in questo caso, che se ci fossero stati ancora i voucher il ragazzo si sarebbe salvato (e dubito ancora di più che il committente li avrebbe usati). Non ho dubbi, invece, sull'irresponsabilità con cui ciascuno di noi usa quotidianamente beni e servizi di cui dispone senza curarsi minimamente dell'impatto che quest'uso può avere sugli altri (vicini, piccoli fornitori o passanti che siano): e sull'opportunità che per esempio l'uso dei fabbricati venga condizionato dalle stesse tutele che condizionano l'uso delle automobili (o delle armi, finché restano in piedi).

La tragedia, tuttavia, induce a considerazioni più generali. Possibile che per il povero Salvatore fra la realtà dei lavoretti ed il sogno della fama sportiva non ci fossero tappe intermedie? Che si alimentino, cioè, soltanto aspettative probabilmente irrealizzabili, invece di offrire opportunità di lavoro e di formazione alla portata di tutti?

Che fra lo star system e l'arte di arrangiarsi, nell'immaginario giovanile, non ci sia proprio nient'altro? SI dirà che c'è la crisi. Ma nei telegiornali abbiamo visto le file di giovani davanti allo stadio della Juventus per acquistare (al prezzo di 150 euro cadauna) le magliette col numero 7: e se il fenomeno fosse sbarcato a Napoli le avremmo sicuramente viste anche davanti al San Paolo. Si dirà anche che ci sarà il reddito di cittadinanza: ma saranno soldi buttati, se ad esso corrisponderà soltanto l'obbligo di svolgere inutili lavori socialmente utili, e non un'offerta di formazione e di avviamento al lavoro degna di questo nome.

Non so se il povero Salvatore fosse un Neet (Not engaged in education, employment or training, non impegnato nell'educazione, nel lavoro o nella formazione): probabilmente no, visto che un lavoro più o meno regolare ce l'aveva. Quello che so, però, è che oggi sono troppi i giovani disposti a tutto, anche ad arrampicarsi su un lucernario al quinto piano: e so anche che la loro dignità non si garantisce per decreto.

Si conquista invece giorno per giorno: da un lato, quello dell'offerta, abbandonando il luogo comune per cui non occorrono competenze per pulire un lucernario o per realizzare altre opere di manutenzione; dall'altro, quello della domanda, pretendendo adeguati servizi all'impiego, imparando mestieri non occasionali, cercando lavoro con conoscenza di causa. Questa è la dignità del lavoro, anche del più umile.

L'augurio comunque è che il tragico episodio valga a mobilitare una generazione finora troppo rassegnata ai lavoretti. In nome di Salvatore Caliano si può voltare pagina: in fondo cinquant'anni fa ci si mobilitò per molto meno.
Giovedì 12 Luglio 2018, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2018 10:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2018-07-13 01:46:31
Siamo noi stessi i principali artefici della nostra sorte. Impariamo a lavorare in sicurezza. Nessuno potrà condannarci se non siamo altrimenti disponibili. Non è giusto dare sempre la colpa agli altri.
2018-07-13 00:00:56
Nessuno però dice nulla sulla ignoranza e superficialità con cui si accettano lavori cosiddetti facili. Proprio la descrizione di questo lavoro ripresa dai giornali come un lavoretto senza dignità si commette l’errore gravissimo di sotto stimare il pericolo. In presenza di datore di lavoro palesemente ignorante di sicurezza, il giovane avrebbe dovuto prendere precauzioni analizzando la situazione e procurandosi una cintura. Ma la logica del lavoretto da niente ha prevalso. I giornali, invece delle solite sparate pietistiche di improbabili confronti con la luna o della condizione di lavoro degradata, farebbero bene a martellare per inculcare in TUTTI la coscienza della pericolosità di lavori e lavoretti. Ho lavorato in cantiere per ditte importanti anche nel campo della sicurezza. Nonostante la fornitura regolare di attrezzature di prevenzione, c’è sempre stato il tipo superficiale cui pesava usarle perché di impaccio. Senza una consapevolezza del pericolo insito in certe attività le disgrazie capiteranno sempre. Mai notato quanti bravi ragazzi girano in moto senza casco? Magari lo hanno ma legato al braccio. Tanto lui è bravo e prudente e non gli succede nulla. Questo è il vero pericolo per cui occorre fare campagna di persuasione, non il confronto con le ineguaglianze sociali che lascia il tempo che trova
2018-07-12 15:46:00
Nel paese dei "soldi possibili"....tutto si può!..
2018-07-12 11:11:50
Qualcuno ha detto che questo pianeta è coperto per il 90% da acqua ed è abitato per il 90% da stupidi. Purtroppo è la stupidità, unita alla futilità, che governano le cose in un mondo in cui forse le cose potrebbero andare già meglio eliminando alla specie umana il pollice opponibile. Ronaldo fa parte di questo sistema, mentre dei tantissimi Salvatore Caliano non importa niente a nessuno perchè non fanno ascolti televisivi, non producono pubblicità, non fanno girare danaro, non fanno sognare gli stolti. Questo è quello che vuole il 90% degli abitanti di questo pianeta e questo gli viene concesso. Quanto alla "mobilitazione" invocata nell'articolo, a prescindere dalla ricordo cinquantennale di un termine abusato e assolutamente improduttivo, fornisco solo un dato: con uno stipendio netto di 1.500 euro al mese, tredicesima compresa si guadagnano 19.500 euro l'anno. Cristiano Ronaldo percepirà ogni anno 30 milioni netti . Il lavoratore da 1.500 euro al mese per guadagnare 30 milioni di euro dovrebbe lavorare all'incirca 1538 anni; eppure ho sentito i commenti di tantissimi stipendiati, molti dei quali nemmeno li prendono 1.500 euro al mese, che trovano "giusto e normale" pagare cifre come quella di Ronaldo. Dopodiché chi è che si dovrebbe mobilitare a favore dei tantissimi Salvatore Caliano?

QUICKMAP