Napoli, inaugurata «Brigata Caterina»: la pizzeria per i detenuti di Poggioreale

Mercoledì 15 Luglio 2020
Con una cena suggestiva e inusuale, è stata inaugurata il 14 luglio, all’interno della Casa Circondariale “Giuseppe Salvia Poggioreale” di Napoli la pizzeria “Brigata Caterina”, un’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Ministero della Giustizia e la diocesi di Napoli. Il progetto sperimentale, coordinato da Antonio Mattone, direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi Napoli, e finanziato dalla Cassa delle Ammende, oltre a dare la possibilità ai detenuti e al personale del penitenziario di poter acquistare la pizza, ha lo scopo di formare e avviare al lavoro quei reclusi che vogliono rimettersi in gioco e fare altre scelte di vita. In particolare, con la realizzazione di un laboratorio artigianale di pizzeria e friggitoria, dentro il carcere di Poggioreale, si intende promuovere la formazione delle figure professionali connesse a questi mestieri, e consentire qualificazione professionale e avviamento al placement.

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All’evento erano presenti diverse personalità: il cardinale Crescenzio Sepe, il Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia Raffaele Piccirillo, il prefetto di Napoli Marco Valentini, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello Luigi Riello, il presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, il Garante nazionale dei Detenuti Mauro Palma, l’assessore regionale alla Formazione Chiara Marciani, il direttore di Poggioreale Carlo Berdini e alcuni detenuti che parteciperanno al corso di formazione. Durante la serata sono state offerte le pizze sfornate da Gianni Breglia della pizzeria del Popolo di piazza Mercato partner della cooperativa Consul Service, che è titolare della progettualità e delle azioni di progetto.

L’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi Napoli, per rendere maggiormente concreta ed ancorata alla realtà la prospettiva progettuale di professionalizzazione esterna e di qualificata proiezione di occupabilità si è fatto carico di creare una rete di attori istituzionali con cui sono stati realizzati dei protocolli d’intesa.

A tale scopo, sono stati coinvolti l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna per la Campania (UIEPE), per le problematiche della selezione e per la verifica dei contesti familiari dei ristretti da avviare alla selezione. Le Associazioni dei Pizzaioli Napoletani, per favorire la collocabilità dei detenuti formati presso i loro associati, e il tutoraggio in una prospettiva di lavoro autonomo. La Regione Campania per il finanziamento del placement e della formazione, quest’ultima a partire dalla seconda annualità della progettazione.

Una seconda fase del progetto prevede la realizzazione di una pizzeria esterna al carcere in un locale non più adibito al culto nel Centro Storico cittadino messo a disposizione gratuitamente dalla chiesa di Napoli, dove saranno collocati per un periodo limitato i detenuti che nel frattempo saranno usciti dal carcere, e che alla fine potranno essere collocati nel mercato del lavoro. Tale locale era una volta la chiesa di Santa Caterina al pallonetto di Santa Chiara, da cui il nome “Brigata Caterina”.

La fase di formazione prenderà l’avvio il prossimo settembre.Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA