Napoli, raid nella redazione del Roma, Sepe: «Assurdo atto di violenza»

«La violazione dei locali della tua Redazione e la manomissione di attrezzature e documenti sono espressione di una barbarie che non soltanto è attentato alla libertà di stampa ma è sostanzialmente delinquenza, protervia, prepotenza, inciviltà da parte di persone che, non riuscendo a farsi notare in maniera sana e virtuosa, cerca di farsi largo con forza, colpendo nel cuore la nostra amata Napoli». Lo scrive il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, in una lettera inviata al direttore editoriale del Roma, Antonio Sasso, dopo il raid compiuto ieri da ignoti.

«Caro Direttore Sasso, desidero testimoniarti - scrive Sepe - anche a nome della Chiesa di Napoli, solidarietà, vicinanza ed affetto per il vile e assurdo atto di violenza di cui è stato vittima il tuo storico Giornale». «Come ho detto nei giorni scorsi - aggiunge il cardinale - è gente, peraltro sparuta, che suscita indignazione e condanna per il comportamento ostile e violento, ma provoca anche commiserazione perchè si tratta di persone che sono esse stesse vittime di una scelta di vita sbagliata, di cui ci auguriamo possano pentirsi, scegliendo la strada del cambiamento e della salvezza».

«In questo momento di sofferenza per te e tutta la compagine del Roma siamo tutti stretti intorno a voi per dire, ancora una volta, che la Città non si arrende, anzi trova la spinta e l'incoraggiamento a fare sinergia per affermare i valori della libertà, della civile convivenza, del rispetto delle persone e delle cose, della ferma condanna della violenza e della delinquenza, per favorire il bene comune. Napoli è sempre viva, perchè è la Città da amare e non da profanare come pretende di fare un gruppo di violenti», conclude il cardinale.
Giovedì 25 Aprile 2019, 16:05 - Ultimo aggiornamento: 25-04-2019 16:31
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