Contribuenti morti, ricorsi fotocopia: la truffa degli avvocati per gli onorari

di Aldo Balestra

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È l'Italia del morto che parla. O del vivo inconsapevole, per il quale c'è chi agisce (davvero) a sua insaputa davanti all'autorità giudiziaria. Atti falsi, situazioni inesistenti, diritti non spettanti e, soprattutto, onorari non dovuti.

Benvenuti nella Bengodi del contenzioso promosso contro Agenzia delle Entrate, valore per centinaia di milioni di euro, chi può dirlo ancora quanto valga esattamente, è tutta roba che tiene dentro ricorsi reali e legittimi, fondati e non, ma purtroppo anche l'odioso mondo del taroccato, dell'illecito, dell'eterna zona grigia tra professioni e istituzioni, avvezza al ricorso seriale, dove una mano lava l'altra, e che importa se paga Pantalone, l'Italia dei furbetti è quella che avanza spavalda.

Un meccanismo potentissimo, ogni volta più spregiudicato. Soprattutto in Campania. Non bastano inchieste e manette, storia di qualche settimana fa è l'indagine sui giudici tributari di Salerno accusati di prendere le mazzette in ascensore e di liquidare sentenze in quattro secondi. Ma si può fare di più, ogni volta.
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Lunedì 3 Giugno 2019, 07:00
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