Il pentito: «Giovanni, ucciso a 14 anni: vendetta trasversale»

Mercoledì 28 Ottobre 2015 di Viviana Lanza
Quello di Giovanni Gargiulo, assassinato a 14 anni dalla camorra per una vendetta trasversale, fu «un omicidio sporco» per dirla con le parole che il pentito Giuseppe Manco ha usato ieri in aula ripetendo l’ordine che sarebbe partito da Ciro Aprea. Il boss voleva la morte di un innocente per dimostrare a tutti la punizione per chi avesse collaborato con la giustizia. E fu così che Giovanni fu ammazzato tra la gente, nel parcheggio di un supermercato, solo perché era fratello di Costantino, affiliato dei Formicola, che aveva iniziato a collaborare ed era ritenuto un componente (col ruolo di basista) del commando che uccise Salvatore Cuccaro. Era febbraio 1998, ed era in atto la faida tra i Cuccaro di Barra, alleati all’epoca con gli Aprea, e i Formicola di San Giovanni a Teduccio.



«Quando seppi che avevano ucciso mio fratello, un ragazzino che non c’entrava niente, mi sono convinto che collaborare era cosa buona. Non volevo più stare con quella gente» ha detto ieri Costantino Gargiulo, testimoniando al processo in cui il boss Michele Cuccaro è sotto accusa per omicidio. «Alcuni giorni prima di essere ucciso - ha detto Gargiulo - mio padre mi raccontò che Giovanni fu avvicinato da alcune persone nel cortile di casa, e gli fecero capire che gli avrebbero fatto del male». Michele Cuccaro, presente in udienza, ha acconsentito a essere interrogato in aula e nelle prossime udienze risponderà alle domande del pm Dda Antonella Fratello e dei giudici della quarta Corte d’assise. Si riprende a gennaio. Ultimo aggiornamento: 10:44