Porto di Napoli, al via il restauro
della settecentesca Immacolatella Vecchia

È iniziato questa mattina, con la firma del contratto con il raggruppamento di impresa cui è stato aggiudicato l'appalto per l'Immacolatella Vecchia, il percorso di restituzione dell'immobile settecentesco progettato da Domenico Antonio Vaccaro nel porto di Napoli. Il contratto prevede due passaggi: il primo riguarda la progettazione esecutiva che dovrà essere predisposta in massimo 40 giorni e il secondo passaggio, a valle delle indispensabili verifiche della progettazione esecutiva, con l'apertura del cantiere e l'avvio dei lavori, il cui tempo di esecuzione è stato fissato in 5 mesi.

«Con la firma del contratto diamo corpo al processo di risistemazione del waterfront, partendo dal principale edificio presente nel nostro scalo», dichiara Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale (che comprende i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno). Spirito ricorda che il palazzo dell'Immacolatella è «un edificio di grande valore architettonico e storico. L'Immacolatella Vecchia fu costruita per essere la sede della Marina Borbonica per essere poi destinata, alla fine dell'800, a stazione di partenza degli emigranti. Noi la restituiremo con i lavori che faremo, dopo l'approvazione del progetto esecutivo, al suo antico splendore
».

I lavori prevedono, oltre al restauro e al risanamento conservativo, l'adeguamento funzionale (impianto elettrico, climatizzazione, installazione di impianto fotovoltaico). Il costo dell'opera è di 3,2 milioni di euro, quello della progettazione esecutiva di 70mila euro. La novità, voluta da Spirito, attiene alla direzione dei lavori: sarà la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della città ad avere l'incarico di controllare, sotto la guida del sovrintendente Luciano Garella, la perfetta esecuzione di quanto previsto.
Lunedì 4 Dicembre 2017, 15:16 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2017 15:16
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