Scuola, a Napoli i sindacati attaccano: «No alle classi pollaio»

Martedì 13 Aprile 2021
Scuola, a Napoli i sindacati attaccano: «No alle classi pollaio»

“Non c’è nessuna attenzione per la scuola campana. Siamo davanti ad una situazione incresciosa, che non potrà essere gestita in alcun modo!”. I segretari generali di Flc Cgil Ottavio De Luca, Cisl Scuola Rosanna Colonna, Uil Scuola Antonio Di Zazzo, Snals Salvatore Margiotta e Gilda Antonietta Toraldo attaccano in un documento unitario l’Ufficio Scolastico regionale sui tagli predisposti per il prossimo anno, e denunciano l’impossibilità in molti casi di organizzare una didattica efficiente ed efficace.

“Ci troviamo di fronte – scrivono – ad una drastica riduzione delle classi di scuola dell’infanzia, al dimezzamento del tempo pieno nella primaria e a un generale taglio grazie al quale nella stessa aula si metteranno 30 e più alunni. Una assurdità, soprattutto alla luce della contingente situazione pandemica che, al contrario, dovrebbe comportare politiche espansive con conseguente riduzione, anziché aumento, degli alunni per classe.” I 5 sindacati regionali non condividono affatto le scelte operate.

“Non solo viene vanificata la conquista del tempo pieno, che in Campania ha di per sé percentuali irrisorie rispetto al resto del Paese, danneggiando ancora una volta alunni e famiglie, ma diventa una vera e propria chimera il superamento delle <classi pollaio>, tanto sbandierato dalla politica negli ultimi tempi. Si compromette la continuità didattica con la soppressione delle classi a tempo pieno anche di passaggio e delle prime di vecchia istituzione, costringendo studenti e genitori a rivedere la loro organizzazione educativo-didattica e familiare, e producendo come risultato degli accorpamenti situazioni che prevedono la presenza di più di 3 alunni con disabilità nella stessa aula. Una generazione già danneggiata dalla pandemia – concludono i segretari – continuerà a pagare gli errori di chi dovrebbe preservare il diritto allo studio e alla sicurezza accettando, e non ignorando, le proposte dei dirigenti scolastici e delle comunità educanti che tanto hanno fatto per permettere agli alunni di tornare a scuola in sicurezza”.

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