Sequestrato il Riviera Beach Club
nel Napoletano: «Abusi nei lavori»

Lunedì 22 Luglio 2019 di Gennaro Del Giudice
Uno stabilimento balneare a picco sul mare di oltre tremila metri quadrati con pedane in legno, piscine e strutture mobili è stato sequestrato dalla polizia municipale di Pozzuoli. Si tratta del Riviera Beach Club, struttura quasi interamente in legno che l'anno scorso aveva aperto per la prima volta i battenti sul lungomare Sandro Pertini di via Napoli.

 

IL BLITZ
I sigilli sono stati apposti ieri mattina in seguito a un sopralluogo degli agenti della municipale diretti dal maggiore Silvia Mignone - che nei giorni scorsi avevano riscontrato alcune difformità rispetto al progetto iniziale approvato dall'ente, cui si è aggiunta un'occupazione abusiva di uno spazio demaniale marittimo. Ai titolari, in particolare, vengono contestate alcune variazioni apportate durante realizzazione di piscine, pedane in legno e servizi igienici, tra cui dimensioni e posizionamenti che non sarebbero in linea con la concessione demaniale e il permesso a costruire accordati alla Montenuovo srl: si tratta di una società che fa capo alla famiglia del consigliere comunale e coordinatore della Lega Mario Cutolo e che si è aggiudicata la concessione per nove anni di uno dei quattro lotti messi a bando dal comune di Pozzuoli nel 2015 attraverso il cosiddetto Piano spiagge. Nella concessione è previsto anche lo smontaggio della struttura e il ripristino della stato dei luoghi al termine di ogni stagione estiva, cosa che quest'anno ha fatto aprire i battenti il 22 giugno scorso, dopo settimane di lavori per la realizzazione ex novo dell'intero stabilimento balneare. Stabilimento subito al centro delle polemiche per l'assenza di una passerella che consentisse la discesa a mare ai portatori di handicap: un caso denunciato da una bagnante con difficoltà motorie e poi finito all'attenzione del consiglio comunale durante il quale sono stati richiesti controlli agli uffici comunali e alle forze dell'ordine da parte dei consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle e del collega di maggioranza Tito Fenocchio.
L'AMBIENTE
Un'estate nera per la zona flegrea, stagione che finora è stata contraddistinta dalle polemiche per lo stato di salute delle acque: a seconda dei punti si alternano stati di balneabilità a stati di non balneabilità come nel caso del tratto finale di via Napoli, località La Pietra; a Licola mare, dove confluiscono l'alveo dei Camaldoli e il canale Abruzzese; nello specchio d'acqua che bagna il rione Terra e ad Arco Felice, davanti allo stabilimento industriale Prismyan. A ciò si aggiunge la presenza di scarichi in mare, proprio nel lungomare dove sorge lo stabilimento sequestrato ieri mattina: scarichi di emergenza della fogna comunale hanno fatto riversare in mare liquami.
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