Terra dei fuochi: flop dei militari, vince l'economia illegale

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di Antonio Menna

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Cresce la polemica sui dati dell'incremento dei tumori nella Terra dei Fuochi e sul fallimento della strategia contro i roghi tossici. Stamattina, don Maurizio Patriciello terrà una conferenza stampa nella sua parrocchia di San Paolo Apostolo, a Caivano, chiedendo le dimissioni dei vertici aziendali delle Asl di Caserta e Napoli. «Cosa c'è ancora da ricercare e dimostrare - dice - davanti all'evidenza della devastazi



one causata da roghi tossici ed esposizioni a sostanze cancerogene "sversate" o "intombate" nei nostri terreni? Niente. C'è solo da agire». Ma agire come? Crescono, contemporaneamente alle polemiche, le domande. Perchè si continua a bruciare, nonostante una legge che ha inasprito le pene, e malgrado il dispiegamento sul campo dell'Esercito, con 25 pattuglie al giorno? Perchè nessuno riesce a fermare questa incredibile catena di delitti verso l'ambiente e le persone che, da anni ormai, tiene sotto scacco un'area di 57 comuni tra Napoli e Caserta?



«La mia risposta è semplice. Non abbiamo aggredito l'elemento centrale della questione». A parlare è il generale Sergio Costa, da un mese Comandante per la Campania del Corpo Forestale dello Stato, che avrà nelle prossime settimane un ruolo determinante nel monitoraggio dei terreni agricoli inquinati. «Ci sono più facce nella vicenda Terra dei fuochi - continua-, ci sono i rifiuti interrati, che avvelenano la terra e le falde acquifere, e ci sono i roghi, che appestano l'aria. Sono fenomeni diversi ma hanno un elemento comune, si tratta dell'economia illegale del territorio. Perchè si dà fuoco ai rifiuti? Come nasce un rogo tossico? Non si tratta di teppisti o di piromani, salvo qualche raro caso. Il rogo è l'elemento finale di una catena di interessi. L'area tra Napoli e Caserta, non a caso, è nota per essere la capitale del tarocco. A Napoli, diciamo 'il pezzotto', cioè la contraffazione commerciale. Qui si fabbricano scarpe false, abiti con marchi di lusso non autentici. Qui c'è una economia diffusa, sommersa, che sfugge al fisco e a qualunque norma. I rifiuti industriali di una economia illegale possono essere smaltiti legalmente? Certo che no. Allora si attiva lo smaltimento clandestino, che ha come ultimo anello l'interramento o il rogo».








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Domenica 6 Luglio 2014, 21:01 - Ultimo aggiornamento: 06-07-2014 21:05
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 8 commenti presenti
2014-07-07 11:13:00
Nel lungo termine è ovvio che la soluzione sta nella scolarizzazione diffusa e nella garanzia di un lavoro: con questi due elementi si può sconfiggere persino la camorra. Mentre nel breve termine ci sarebbe tanto da fare: come ad esempio sanzionare fortemente chiunque acquista prodotti taroccati. Non si può far finta di niente se osserviamo tanta gente acquistare dalle bancarelle o dai vu cumprà prodotti contraffatti, pensando che sia una cosa normale: infatti, vi sembrerà strano, ma molta gente non lo sa nenache che è vietato comprare prodotti taroccati. Nè si può sostenere che questi acquirenti credano che siano prodotti originali. Quindi, se si riuscisse in questo modo di impedire il consumo finale di tali prodotti, si anullerebbe di conseguenza tutta la trafila, dal produttore all'ultimo acquirente.
2014-07-07 10:55:00
basterebbe davvero poco Non si vuole far niente, perché invece di spendere soldi assurdi per Esercito e controlli inutili, basterebbe un elicottero dei vigili del fuoco come quello impiegato per i roghi boschivi, per raggiungere velocemente i posti e spegnere gli incendi.......
2014-07-07 10:27:00
Unica via Poichè penso che ad avvelenare il territorio non vengano dal Bangladesh o dalla Papuasia...ma credo che siano alcuni abitanti delle stesse zone, vedo un solo modo per tirare fuori questo nostro teritorio dalla situazione bestiale in cui versa: agire sulle coscienze e sull'educazione delle singole persone. Ssecondo voi è un caso che tutto ciò si sposi con una delle più basse percentuali di scolarizzazione d'Europa? Per me non lo è affatto. Ovviamente questo è un discorso a lunghissimo termine...a medio-breve termine bisogna solo applicare le leggi già esistenti...nulla di più nulla di meno. Le istituzioni devono essere più presenti e più decise a svolgere il compito per cui hanno motivo di esistere, il resto sono solo chiacchiere!!
2014-07-06 22:45:00
L'amara verita è purtroppo questa.... per contrastare efficacemente il fenomeno occorre un lavoro di intelligence ma poi non tanto sofisticato per stanare gli elementi di questa catena illegale che inquina e quindi uccide un territorio. Ma è proprio questo il punto , si ha la volontà e la determinazione anche politica per agire in tal senso? hanno messo i militari ma questi purtroppo non possono tenere sotto controllo un'area cosi vasta h 24.
2014-07-06 21:45:00
Ma se abbiamo un governatore... che adesso fa arrivare qui la munnezza della Calabria, che speranze possiamo avere?

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