Torre del Greco, allarme igiene:
«Non facciamo uscire i nostri bimbi»

di Francesca Mari

Primo week end di primavera e i cittadini di Torre del Greco anziché godersi le belle giornate fanno i conti con l'emergenza rifiuti, che nel fine settimana raggiunge il picco. E con l'allarme dei roghi di spazzatura che sembra farsi sempre più consistente.

L'ALLARME
Così per l'isola ecologica di via Cimaglia dove una donna si affaccia al balcone e vede una «colata» di sacchetti di immondizia destinata a espandersi. «Non puliscono da una settimana dice non faccio scendere i bambini a giocare. Anche se fa caldo preferiamo restare chiusi in casa. La puzza è insopportabile». Il parcheggio del piazzale Nassiriya, che ospita un altro eco punto saturo di cumuli, è pure punto di ritrovo per i giovani e di appuntamento per le partenze, essendo prossimo all'autostrada. Ieri mattina, infatti, si sono dati appuntamento lì gli ambientalisti, provenienti da diversi comuni, diretti a Roma per la manifestazione Stop Biocidio: Vincenzo Capasso, presidente di Let's do It! Italy, don Marco Ricci, presidente di di Salute Ambiente Vesuvio, tra gli altri. «Bisogna far chiarezza ha detto Capasso non è umano vivere in queste condizioni». Continuano a riempirsi le isole di via Scappi, nella parte alta della città, quelle davanti alle scuole, quella immensa in Litoranea. A via Cappella Orefici venerdì notte ignoti hanno dato alle fiamme cumuli di rifiuti. Sono intervenuti i vigili del fuoco, nella notte, per domare le fiamme ma nella giornata di ieri un acre odore di bruciato ha costretto gli abitanti della zona a restare con le finestre chiuse. Tre roghi in tre giorni: oltre l'ultimo, quello di giovedì in Litoranea e quello di mercoledì in via Nazionale. Chiaro segnale che con il caldo, per alcuni la soluzione più «pratica» e veloce è quella di dar fuoco ai cumuli, con conseguenze disastrose sull'ambiente.

L'IMPASSE
Intanto la procedura per il passaggio di cantiere tra la ditta Gema, operante dal 2017 e in uscita perché revocata dal Comune, e la subentrante Buttol è in stallo più che mai. E l'emergenza è sempre più grave. Dopo che il passaggio di cantiere, che doveva già avvenire lo scorso 12 marzo, è saltato due volte perché non è stato raggiunto l'accordo tra Buttol e sindacati, la risoluzione sembra sempre più lontana. Al centro della querelle l'assorbimento di 119 netturbini che la Buttol rivendica in base al capitolato d'appalto, a fronte dei 124 che operavano con la Gema difesi dai sindacati. I cinque che la Buttol vuole fuori sono, come è noto, quattro detenuti, di cui tre camorristi, un pregiudicato per reati contro il patrimonio e uno su cui pende un procedimento per truffa. L'ultimo atto del passaggio di cantiere infinito è stato un esposto della Buttol a Comune, Prefettura e Procura a cui si chiedono carichi pendenti e casellario giudiziale dei netturbini da acquisire. Il Comune, intanto, rimanda tutto a domani. Domani alle 10 al Comune è prevista una commissione speciale richiesta dai consiglieri di opposizione. Dopo un lungo silenzio, il Pd ha diramato una nota in cui attacca la classe politica «incapace di stilare programmi idonei si legge - a impedire la devastazione ambientale e non in grado di superare la logica della decretazione speciale e di urgenza».
 
Domenica 24 Marzo 2019, 12:43
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