«In fumo più di un terzo dell'oasi
degli Astroni»

Lunedì 17 Luglio 2017 di Pasquale Guardascione
«In fumo più di un terzo dell'oasi degli Astroni»

POZZUOLI. L’incendio iniziato mercoledì scorso nell’oasi degli Astroni ancora non è domato: il tesoro di natura custodito nel cratere continua a bruciare. Dopo giorni di fuoco e di tentativi di spegnimenti le fiamme hanno divorato più di un terzo della riserva ed in particolare la parte più alta, che è caratterizzata da macchia mediterranea e da un’importante lecceta. Adesso le fiamme si stanno pericolosamente avvicinando verso la parte bassa del cratere che è anche l’area più pregiata, che si trova man mano che si scende verso il fondo del cratere, dove è presente anche un lago. Nel cratere, infatti, la distribuzione altitudinale della vegetazione si presenta invertita (inversione vegetazionale) rispetto a quanto avviene normalmente: risalendo dal fondo verso la sommità del cratere l’umidità diminuisce sensibilmente, dando origine a condizioni di aridità che consentono lo sviluppo della macchia mediterranea dominata da leccio, mirto, lentisco, fillirea, ginestra e alaterno. A differenza di ieri quando sono stati impiegati un canadair e un elicottero pesante oggi, a causa dell’indisponibilità di velivoli, sulla riserva sta operando solo un elicottero più piccolo che non riesce a fare interventi risolutivi sull’incendio. È stato quindi richiesto nuovamente l’invio almeno di un canadair.
 

 


L’Oasi degli Astroni, in prossimità di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, è un giardino segreto nel cuore di Napoli. Il grande cratere vulcanico (generato da una serie di sette eruzioni vulcaniche avvenute tra 4.100 e 3.800 anni fa) è l’ultima testimonianza dell’antico manto forestale che avvolgeva la provincia di Napoli e il bosco secolare che ne ricopre il fondo rappresenta oggi un importante polmone verde alle porte della città, dove nidificano 5 specie di rapaci.

Ultimo aggiornamento: 17:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA