Il noto professionista napoletano con la targa «pezzotta» per entrare e uscire dalla Ztl: scatta la maxi multa

Venerdì 6 Dicembre 2019
Nel corso delle attività di controllo del territorio, gli agenti della polizia locale di Napoli hanno sottoposto a verifica uno scooterista che era appena transitato per il varco telematico di controllo all’accesso alla nuova ZTL Decumani avendo rilevato, ad una attenta osservazione, un’anomalia nella composizione della targa del suo motoveicolo.

Le verifiche hanno confermato che il conducente, proprietario del veicolo e noto professionista partenopeo, aveva contraffatto la targa del motoveicolo con un meccanismo grossolano. Lo stesso, infatti, aveva sovrapposto ad alcune cifre della regolare numerazione di cui è composta la targa posteriore con quelle ricavate da un’altra targa, al fine di ottenere un contrassegno non a lui riconducibile ed utile a consentirgli l’accesso indisturbato ai varchi di videosorveglianza, certo di non essere identificato e sanzionato.

I controlli in strada si sono conclusi con l’applicazione di una pesante sanzione pecuniaria, con il fermo del veicolo, con il sequestro della targa quale prova della condotta sanzionata e la deuncia del professionista.

Sono in atto tutte le verifiche ai sistemi digitali per un compiuto accertamento dei transiti registrati dal software per il numero di targa risultato dalla contraffazione, che è invece legittimamente assegnato al motoveicolo di una persona ignara e residente in altra città. I controlli si intensificheranno nei prossimi giorni al fine di prevenire e contrastare situazioni illecite analoghe a quella descritta ed accertata. 

Secca la replica dell'avvocato Maurizio Reggi, legale del professionista, che in una nota rivela: «Il mio assistito non è un avvocato e il pezzo di plastica contrassegnato da due numeri sequestrato non è stato affatto recuperato da un'altra targa. Ancora, il numero di targa, asseritamente contraffatto, non corrisponde a nessun altro veicolo circolante, ancorché intestato a un fantomatico cittadino veneto, cui perverrebbero le contravvenzioni in luogo del mio assistito, e il motoveicolo, al momento della contestata quanto supposta infrazione, non stava circolando ma era parcheggiato alla fede pubblica ed è stato rinvenuto dal proprietario alterato». Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 19:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA