Film, fiction e serie tv: Napoli incassa 50mila euro al giorno

Sabato 24 Agosto 2019 di Paolo Barbuto
Quanto vale per la città la presenza delle telecamere di cinema e serie tv? L'unica risposta plausibile arriva da Maurizio Gemma che è direttore della Campania Film Commission e non ha nessuna voglia di inoltrarsi sul terreno minato di conti che non possono essere considerati tutti uguali: dipende dalla ricchezza della produzione, dal tempo trascorso sul territorio, dalle esigenze di copione, scenografia, numero di comparse necessarie e pletora di personale che si muove assieme alla troupe. Insomma, sappiate che la cifra che leggerete fra qualche riga non va considerata ufficiale né puntuale «si tratta solo di una media fatta a occhio, ripensando ai lunghi anni di vicinanza alle produzioni che si sono alternate in Campania», sorride Gemma che poi azzarda: diciamo che una produzione di media grandezza lascia al territorio circa 50mila euro per giorno di permanenza».
 
Adesso non pensiate che sia un gioco da ragazzi andare a fare il conto completo della permanenza sul territorio di ogni singola troupe e delle spese effettivamente effettuate a Napoli. Anche perché quando si gira un film per il cinema l'accoglienza è ridotta a una manciata di giorni, diciamo una decina; se invece si gira una serie per la tv i tempi si allungano a dismisura ma il valore economico per giorno di permanenza si abbassa notevolmente. Poi c'è la presenza dei documentaristi che ha un impatto molto meno poderoso sull'economia del territorio, e c'è anche l'assalto delle produzioni per gli show televisivi internazionali che spendono tantissimo ma restano in città poche ore, al massimo qualche giorno.

Ma il cinema come investe il suo denaro sul territorio? Innanzitutto va considerata l'ospitalità: alberghi e ristoranti (o servizi di catering) si prendono una porzione, non clamorosa, del budget delle produzioni. Poi ci sono tecnici e maestranze che vengono ingaggiati in loco: una produzione si porta dietro solo gli uomini determinanti per il regista, quelli che si occupano di riprese, luci, audio, trucco e parrucco, il resto della squadra, composta da tecnici, elettricisti, maestranze varie, security, viene assunto sul territorio con contratti brevissimi ma regolari e generalmente ben pagati. Poi c'è il fronte artistico: occorrono comparse e, abitualmente, quando si gira a Napoli, si cercano anche attori e caratteristi locali.

C'è, poi, un immenso mondo di persone che, a vario titolo, possono essere coinvolte (e ben pagate) dalle produzioni cinematografiche: in genere si tratta di artigiani che hanno competenze specifiche utili alle produzioni. Ci sono tappezzieri in grado di ricostruire arredamenti d'epoca, artigiani capaci di ricreare oggetti d'un tempo (o del futuro). Il caso più clamoroso arriva dalla produzione de L'amica geniale che ha ricostruito un negozio di scarpe della metà del secolo scorso: in vetrina dovevano esserci modelli di quell'epoca, e dovevano essere tantissimi, così è stato dato l'incarico ad artigiani locali di riprodurre quelle scarpe antiche e bellissime.

Oltre agli introiti immediati c'è, poi, il grande rientro che arriva dall'esposizione dei luoghi. Vedere una città in tv o al cinema, fa venire voglia di andarla a visitare. Un caso di scuola in tutt'Italia è Benvenuti al Sud che ha fatto letteralmente esplodere il turismo a Castellabate in Cilento. Per una grande città come Napoli l'impatto è più difficile da misurare ma basta dare uno sguardo alle offerte dei tour operator che propongono visite ai luoghi napoletani del cinema per capire che qualcosa, tanto, si muove anche su quel fronte. Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA