Napoli, il Gutenberg nolano che insegna l'arte dell'incisione anche in Germania

Giovedì 19 Novembre 2020 di Giuliana Covella
Napoli, il Gutenberg nolano che insegna l'arte dell'incisione anche in Germania

Mentre t’incammini nel deserto da lockdown in vico San Nicola a Nilo non ti aspetteresti di trovarti davanti a una piccola bottega artigiana che, in realtà, è uno scrigno prezioso di arte e cultura. Sulla soglia ad attenderci c’è Vittorio Avella, 78 anni, custode di un’antica tradizione che nel 1978 da Nola, sua terra d’origine (dove è anche presidente dei cartapestai che costruiscono i Gigli ), ha portato fino al centro storico di Napoli, ma anche oltre i confini nazionali. Perché “Il Laboratorio/le edizioni” non è una semplice stamperia. Piuttosto è il luogo dove sono state stampate le opere di artisti di fama mondiale come Mimmo Paladino, Ernesto Tatafiore, Gianni Pisani, Riccardo Dalisi, Achille Bonito Oliva. Un’avventura partenopea iniziata a Rua Catalana nel 2001 e dal 2008 in vico San Nicola a Nilo.

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Ma ricostruiamo la storia di questa realtà unica dell’artigianato campano. “Il Laboratorio” fu creato dai mastri incisori Vittorio Avella e Antonio Sgambati 40 anni fa a Nola, poi venne il trasferimento a Napoli. Oggi ad affiancare Avella e Sgambati, nonché il “poeta a tiratura limitata” e saggista Mimmo Grasso e Raffaele Avella, avvocato e gallerista, c’è anche una donna, Cinzia De Matteo, da 30 anni stampatrice. Tutto nei locali di vico San Nicola a Nilo sembra parlare di quell’arte nata nel ‘400: dalle lastre in metallo fatte di zinco e rame, di cui ognuna compone il disegno/incisione finale; ai colori a base di olio che rendono meravigliose opere d’arte le stampe realizzate interamente a mano con il torchio. Un’arte che dovrebbe essere tramandata d’obbligo alle nuove generazioni, tanto che in collaborazione con alcuni enti come la Fondazione Morra Greco “Il Laboratorio” svolge corsi di serigrafia e incisione.

Ma la grande particolarità, che fa di questa realtà un’eccellenza campana è la scelta di unire segno grafico e scrittura poetica, con edizioni di grande pregio che ne fanno uno dei migliori produttori di libri d’arte e d’artista del mondo. Per apprendere le tecniche della sua bottega i cinesi, espertissimi di grafica, vollero infatti Avella a  Pechino nel 2008 per insegnare agli studenti della loro Accademia di Belle Arti. Un esempio seguito da altri Paesi che hanno ospitato gli incisori partenopei sia per corsi che per mostre e reading. Il catalogo annovera difatti i più importanti nomi della poesia e delle arti visive e gran parte della produzione letteraria è composta e stampata a piombo. Libri in cui si respira cura, eleganza e perizia.

A suggellare il valore di questo piccolo Museo della stampa nel cuore del centro storico di Napoli il rapporto stretto con la Germania, grazie all’incontro con due coniugi “illuminati” come l’artista Susanne Ristow e il marito Martin. Lo scorso ottobre la coppia ha organizzato a Dusseldorf una grande mostra del napoletano Mario Persico. Entrambi assidui frequentatori di Napoli hanno deciso di creare nella loro città “Caprigarage”, un atelier editoriale d’arte e poesia strettamente collegato con “Il Laboratorio”, la cui prima edizione, mutuando “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders, si intitola “Il cielo sopra Napoli”. Quello stesso cielo che Avella si augura possano ancora guardare i giovani a cui vorrebbe tramandare la sua arte.

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