Pompei: il coniglio e la fontana svelata un'altra domus

di Susy Malafronte

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Dopo la statua a forma di coniglio, saltata fuori due giorni fa dai lapilli di una domus di via Vesuvio, ieri è emersa dai nuovi scavi di Pompei anche la «Fontana dell'arcobaleno» adornata con la scultura dell'animale. Un trionfo di colori vivi, con tasselli di mosaico rimasti intatti e scampati alla furia del Vesuvio che nel 79 dopo Cristo distrusse la città romana, che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. I primi scatti inediti sono stati postati su Instagram dal direttore generale del Parco Archeologico, Massimo Osanna.

Dalla Regio V, detta «delle Meraviglie», lo scorso venerdì un coniglio ha sollevato la sua piccola testa fuori dalla pomice in una delle domus riportate alla luce dal team di archeologi coordinati da Osanna. Il reperto, che secondo gli esperti nell'antichità simboleggiava la fertilità femminile, fa parte di una fontana da giardino ornamentale, così come si evince dai resti del tubo presenti nella sua bocca, di una domus appartenuta ad un ricco abitante della Pompei romana. Ma la città archeologica continua a sorprendere. Neanche il tempo di ammirare il nuovo tesoro che già uno nuovo, più bello e sorprendente, ritorna alla luce. A meno di 24 ore di distanza, infatti, dalla materia archeologica riaffiora la fontana dell'arcobaleno zampillante di colori accesi del mosaico che la adornano. Domus che continuano a delinearsi nella loro struttura completa, con affreschi preziosi, oggetti e tracce di vita quotidiana. È quanto sta avvenendo sul cantiere della Regio V degli scavi di Pompei, dove proseguono quotidianamente le scoperte di strutture e reperti.
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Lunedì 10 Settembre 2018, 09:20 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2018 14:53
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