Riapre la «Schola Armaturarum» agli Scavi di Pompei: crollò 8 anni fa

Nel 2010, il crollo della Schola Armaturarum, negli Scavi di Pompei, sollevò l'indignazione del mondo intero e l'allarme per il timore che la mancanza di monitoraggio e manutenzione potesse portare alla distruzione e alla perdita dell'antica città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. Poi, scattò una nuova presa di coscienza della necessità di profondere energie e risorse per salvaguardare il sito patrimonio dell'umanità.
 

Domani mattina, dopo tre anni di restauri e di messa in sicurezza dell'area e lavori realizzati con i fondi del Grande Progetto Pompei, il monumento riapre al pubblico. Il racconto di questo luogo, simbolo della rinascita di Pompei, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento effettuato sugli affreschi e gli ambienti retrostanti oggetto dell'ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio. La Schola Armaturarum era, infatti, ritenuta una «palestra per gladiatori». In seguito agli studi effettuati durante i lavori, il luogo si è rivelato sede di rappresentanza di un'associazione militare, come si può dedurre dalle decorazioni e dal rinvenimento di armi custodite al suo interno e oggetti che ne testimoniano i banchetti e le cerimonie che si celebravano. 

L'indagine della Procura non ha individuato cause o responsabilità del crollo del 2010, ma il peso morale dello sbriciolamento della Schola Armaturarum ricadde sull'allora ministro ai Beni Culturali, Sandro Bondi, al punto da determinarne le dimissioni. Le visite del monumento restaurato saranno possibili ogni giovedì negli orari di apertura del sito, per gruppi contingentati di visitatori. È il primo passo verso un più articolato progetto di fruizione e di musealizzazione, esteso anche ai vani retrostanti, che consentirà di vedere i dipinti e gli oggetti nel loro luogo di rinvenimento.
Mercoledì 2 Gennaio 2019, 10:47 - Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 06:31
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