Sgarbi e quel blitz notturno nella chiesa di San Vitaliano: «Quel quadro è di Bassano»

di Francesco Gravetti

Una notte tra le chiese, a visionare quadri e tele. La campagna elettorale che si interrompe e due competitor che dialogano per qualche ora di cultura e storia dell’arte. È accaduto nel collegio di Pomigliano, quello che Luigi Di Maio ha vinto a mani basse contro Vittorio Sgarbi e Antonio Falcone, sindaco di San Vitaliano candidato per il Pd. Durante un faccia a faccia (al quale Di Maio non ha partecipato), Sgarbi riceve in omaggio da Falcone un libro sulla storia di San Vitaliano, “Segnali dal tempo”, dove viene spiegato che nella chiesa madre della cittadina c’è una tela, definita “caravaggesca”. Sgarbi, però , non è convinto: vede la foto e dice che quel quadro è di Francesco Bassano, pittore italiano vissuto alla fine del 500. Presto detto: i due si accordano per vedere da vicino l’opera e una notte, in piena campagna elettorale, il sindaco (col permesso del parroco) apre le porte della chiesa al critico d’arte. I due, seguiti da un nugolo di supporter e altri curiosi, poi si spostano in sagrestia (dove invece è conservata una tela del Mozzillo) e pure al Comune.  Sgarbi ribadisce la sua tesi, il quadro è di Bassano ed è anche di notevole interesse. Cordialità, strette di mano, chiacchiere informali: il critico d’arte si mostra cortese e per nulla incline all’insulto, che pure ha caratterizzato l’intera campagna elettorale. Il giorno dopo, avversari come prima.  Ieri, la telefonata di Sgarbi a Falcone: “Piacere di averti conosciuto”. Evidentemente le parolacce sono riservate solo ai Cinque Stelle. 
 
 
Martedì 6 Marzo 2018, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 06-03-2018 16:56
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