Alessandra Clemente candidata sindaco di Napoli, arancioni divisi: «Prima dei nomi le idee»

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Valerio Esca

«Prima i temi sui quali discutere, poi i nomi». La sinistra napoletana boccia la decisione del sindaco de Magistris di lanciare per la corsa a Palazzo San Giacomo Alessandra Clemente. Non tanto perché si punti il dito contro l'attuale assessore ai Giovani del Comune, ma perché non è andato giù il metodo con il quale si è arrivati a questa scelta. Anche all'interno del gruppo demA le posizioni sono discordanti. C'è chi è critico perché «è mancato un contesto pubblico di discussione sul nome proposto», chi invece pensa «sia strategicamente corretto aver proposto un nome, per non rimanere soli nella prossima contesa elettorale». In sostanza smuovere le acque nei mari del centrosinistra potrebbe, secondo alcuni, portare la squadra arancione a conquistarsi un posto al tavolo delle trattative, nonostante le reazioni glaciali di Pd e M5S, che puntano ad andare in discontinuità dopo dieci anni di de Magistris. 

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«Sarebbe stato preferibile che prima di lanciare un nome lo si condividesse soprattutto con chi in questi anni è stato sempre leale con il sindaco, anche con qualche critica, sempre costruttiva». La consigliera comunale del gruppo della sinistra, Elena Coccia, non ci sta e incalza: «I giochi non possano iniziare buttando avanti una persona, per quanto abile si sia dimostrata in questi anni, pensando di accreditarsi ad un tavolo delle trattative. È un metodo sbagliato. Credo che sia bene fare riunioni, incontrarsi». «Ci sono temi come sanità e rifiuti che vanno discussi, così come le strade, la scuola - rimarca la consigliera della sinistra - Una campagna politica non inizia indicando un nome ma indicando i problemi e le soluzioni ad essi. È un'impostazione non democratica e un errore enorme andare sulle persone e non sui temi».

Il capogruppo di con De Magistris in Città metropolitana, nonché consigliere comunale di demA, Elpidio Capasso, ritiene invece, che lanciare la Clemente come futuro candidato sindaco possa «ricreare le stesse condizioni di quando de Magistris lanciò il nome di Annamaria Palmieri, alle Suppletive del Senato, per poi convergere tutti insieme sul nome di Ruotolo». «Questo - evidenzia Capasso - può essere da sprono per avviare una discussione nel centrosinistra. Al contrario si rischia di rimanere fuori da ogni ragionamento. La Clemente oggi è quella più pronta, perché sta facendo una bella esperienza come amministratore». Laura Bismuto, consigliera comunale molto vicina all'assessore ai Giovani, sottolinea: «Al netto della modalità con cui è stato lanciato il suo nome e del metodo che non condivido fino in fondo, trovo legittimo che l'amministrazione uscente indichi una personalità che possa incarnare il progetto politico futuro, sperando che sappia far tesoro delle buone pratiche, ma che sia consapevole dei limiti amministrativi e politici del passato. Trovo invece strumentali le polemiche sul mancato coinvolgimento della città o dei contesti popolari da parte di chi ha occupato, oggi come in passato, posti di potere, quando il problema vero è che c'è chi pensa che a decidere per noi possano essere i palazzi romani. Sicuramente non è bello che questa nomina venga fuori dopo soli due giorni che in città era partita una valida e sana discussione sui temi e sugli obiettivi da porsi per i prossimi 5 anni. È però un dato oggettivo che Alessandra, con l'esperienza maturata e le capacità amministrative dimostrate, sia il miglior profilo che questa esperienza potesse esprimere ed è giusto che lo si faccia chiaramente. Sono convinta che questa nomina animerà finalmente il dibattito sul futuro della città». 

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Il ragionamento di chi invece ha già fatto un passo di lato, come il collettivo Insurgencia, parte proprio dalla mancata discussione in un contesto pubblico sul nome da lanciare. «Questo non rende giustizia ad una esperienza che ha fatto della partecipazione vera uno dei suoi principali cavalli di battaglia». Sulla stessa lunghezza d'onda Potere al Popolo: «Noi crediamo nella partecipazione dal basso e il metodo utilizzato da de Magistris ci pare invece quanto mai bizzarro: il sindaco ha indicato un nome deciso nel chiuso delle sue stanze, quando un tempo invece predicava lo zapatismo partenopeo. Più che correre a fare nomi per i giochi elettorali, tutte le forze politiche dovrebbero restare concentrate sui problemi della nostra città. Come si pensa di affrontare gli sconvolgimenti apportati dalla pandemia? Perché i nostri mezzi pubblici sono pochi e affollati e la nostra città è bloccata dal traffico? Quali sono le misure da prendere per frenare la crisi economica e sociale dilagante? E cosa pensa Alessandra Clemente del piano di pubblicizzazione di Napoli Sotterranea scritto con i lavoratori che le abbiamo presentato più volte?». 

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