Bagnoli, ancora ritardi sulla bonifica e Floro Flores sbotta: «Va cambiata strategia»

Venerdì 3 Maggio 2019 di Luigi Roano
Il commissario Francesco Floro Flores cambia la strategia per la bonifica dell'area ex Italsider. Dopo il flop della gara per l'intera progettazione del risanamento dei suoli, l'idea è quella di procedere a step. Nella sostanza per lotti in modo da fare contestualmente anche le opere previste sulle aree bonificate. Per dare il segnale «concreto che le cose stanno cambiando senza perdere più tempo, oggi per la prima volta abbiamo anche a disposizione 320 milioni di fondi» dice il commissario Flores.
 
In questo nuovo contesto - che va sottoposto alla Conferenza dei servizi che sarà convocata entro questo mese - si dovrebbe cominciare la bonifica dall'area posta sotto il costone di Coroglio. Dove sono previste nuove residenze che serviranno ad accogliere temporaneamente anche i residenti del Borgo di Coroglio che verrà sanato e rigenerato come tutta l'area della ex fabbrica del ferro. Chi farà la bonifica dopo la mancata aggiudicazione delle gare perché le aziende che si sono presentate sono state ritenute non all'altezza? Il problema dovrebbe essere risolto da Invitalia, il soggetto attuatore per la nuova Bagnoli. In che modo verrà affrontato lo dovrà stabilire sempre la Conferenza dei servizi. Una convocazione che viaggia a sua volta con circa due mesi di ritardo atteso che il parere definitivo sul «Piano di rigenerazione urbano» da parte del Mibac e del ministero dell'Ambiente è arrivato a metà marzo. Se questo nuovo progetto - come potrebbe essere probabile - dovesse avere il via libera dalla Conferenza dei servizi lo stesso Floro Flores avrebbe modo di interfacciarsi in maniera più diretta con il soggetto attuatore Invitalia. Nella malaugurata ipotesi di un no della Conferenza l'impasse sul futuro di Bagnoli proseguirà sine die.

Al netto della questione delle gare per la bonifica, con il paradosso che ci sono i soldi in casa e non si riesce a espletarle, ci sono altre questioni serie da risolvere per mettere mano alla trasformazione dell'area ex Italsider. Su tutte - e siamo ancora nell'ambito della bonifica - c'è quella del sequestro delle aree da risanare da parte dell'Autorità giudiziaria. Si ricorderà che c'è un processo in corso con condanne comminate a diversi dirigenti della Bagnolifutura - società pubblica fallita - perché per la magistratura napoletana la bonifica, malgrado gli oltre 300 miliardi di vecchie lire investiti dallo Stato quasi tre lustri fa, non è mai stata fatta. Al riguardo l'amministratore di Invitalia Domenico Arcuri in una intervista a Il Mattino così inquadrò la vicenda: «Con l'assoluto rispetto che è dovuto all'autorità giudiziaria e alle finalità che persegue, nessun ostacolo è mai insormontabile. Né a Bagnoli né altrove. Ma il sequestro non rallenterà la bonifica. La impedirà. E quindi, sono certo che ciò non accadrà».

Il progetto di rigenerazione urbana - vale a dire proprio la forma della nuova Bagnoli una volta bonificati i suoli - prevede che quella diventi un'area sostenibile, moderna ed attrattiva. Con un waterfront di due chilometri attrezzato per il tempo libero, lo sport e anche un porto. Serve più o meno un miliardo e mezzo, nel progetto è previsto che questi fondi arrivino dai privati.

Tuttavia i pareri arrivati al Piano da parte dei ministeri hanno gelato un po' le attese. Come il no agli alberghi e alle strutture ricettive con vista mare previste in via Cocchia: «Si osserva che le nuove volumetrie proposte non sono definite nel Piano in modo adeguato nelle dimensioni, sagome, profili e si ritiene che gli edifici previsti per destinazione turistico-alberghiera, circa 80mila metri cubi, e con destinazione residenziale pari a 40mila metri cubi, debbano essere delocalizzati nell'area più a nord oltre via Cocchia al fine di ridurre l'impatto visivo».  © RIPRODUZIONE RISERVATA