Comunali a Napoli, presidente commissione di garanzia lascia il Pd e si candida con Bassolino

Comunali a Napoli, presidente commissione di garanzia lascia il Pd e si candida con Bassolino
Mercoledì 25 Agosto 2021, 19:55
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Toti Lange si è dimesso da presidente della commissione di garanzia provinciale del Partito democratico per la formazione della lista al Comune di Napoli e ha annunciato oggi che si candiderà consigliere comunale nella lista a sostegno di Antonio Bassolino. Lo annuncia sui social lo stesso Lange che stava esaminando i candidati del Pd a sostegno del candidato sindaco Gaetano Manfredi.

«Oggi pomeriggio - scrive - ho firmato la candidatura nella lista XNapoli con Antonio Bassolino Sindaco. La mia scelta è la conseguenza di una riflessione avvenuta negli ultimi tempi che, tra l'altro, ha intrecciato il mio lavoro come presidente della commissione di garanzia provinciale del Partito democratico. Infatti, sono ormai alcune settimane che ho espresso ai dirigenti del partito le mie perplessità circa la gestione di alcune candidature di consiglieri uscenti e circa il fenomeno del trasformismo dettato dall'opportunismo di tante liste civiche, che già alle elezioni regionali hanno viziato la dinamica democratica, svuotando di fatto il Pd. Inoltre va registrata una profonda sofferenza di tanti compagni e amici che purtroppo, soprattutto nella realtà campana, vedono sviliti i valori identitari della cultura progressista e di sinistra all'interno del partito e che, nonostante i tanti appelli, su alcune tematiche quali lavoro e politiche sociali vedono uno spostamento sempre più verso posizioni di retroguardia».

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Lange sottolinea che «insieme a tanti militanti e dirigenti del Partito democratico, insieme all'associazionismo buono (a partire dall'associazione che ho fondato Con il Lavoro) e insieme a Bassolino, figura di riferimento della sinistra napoletana, dopo il 4 ottobre dovremo aprire una profonda discussione all'interno del campo progressista, e del Partito Democratico, per far sì che i valori fondativi e identitari di cui ci facciamo interpreti possano finalmente realizzarsi».

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