Commissione Sanità, De Luca assente: l'ira delle opposizioni

Sabato 28 Novembre 2020 di Carlo Porcaro

C'era grande attesa ieri mattina in Commissione Sanità per un'audizione sull'emergenza Covid con il governatore Vincenzo De Luca. «È la sede più appropriata, l'amministrazione regionale garantirà la sua presenza», aveva garantito il presidente della giunta al numero uno del Consiglio regionale Gennaro Oliviero. Ma De Luca non si è presentato, preferendo mandare il vice Fulvio Bonavitacola. Dal fronte delle opposizioni si sono levate critiche pesanti, ma a consumare lo strappo più significativo è stato il consigliere mastelliano Gino Abbate di Noi campani che ha elencato le criticità. «Sono un medico di famiglia e riporto le angosce degli assistiti: la Regione spesso è matrigna con Benevento, le Asl latitanti, mancano i vaccini anti-influenzali, ci sono ritardi sui tamponi. Il ruolo della Commissione Sanità può essere importante per dare una mano a risolvere questa tragedia», ha spiegato incassando gli applausi dei colleghi di opposizione.

Per il capo dell'opposizione Stefano Caldoro «la riunione è stata inutile» soprattutto perché a termine dei vari Dpcm conta chi ha potere di firma delle ordinanze e quindi per l'ex governatore si è trattato di «un brutto inizio del nuovo Consiglio». Promotrice della dichiarazione di zona rossa per la Campania, il capogruppo M5S Valeria Ciarambino, non poteva che manifestare la sua delusione: «Eravamo speranzosi che questo confronto si potesse svolgere in Commissione Sanità, ma anche questa occasione è stata snobbata dal governatore: al Consiglio regionale deve essere restituita la centralità che gli è stata scippata sulle politiche sanitarie, oltre in ordine alle informazioni che si devono a chi è stato eletto per rappresentare i cittadini di questa regione. Non è più accettabile continuare ad avere come unica fonte di informazione delle dirette Facebook», ha commentato. Nel merito, i M5S hanno chiesto lumi su: accessibilità dei pazienti Covid ai posti letto, mancata adozione di provvedimenti per la prevenzione di focolai nosocomiali, mancato scorrimento delle graduatorie, ruolo del privato accreditato. Resta la proposta ecumenica dei Cinquestelle, non presa in considerazione da De Luca, di creare un tavolo «composto da esponenti di ciascuna forza politica, tecnici dell'Unità di Crisi e membri della giunta, certi che solo unendo energie possiamo individuare le misure più adatte».

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Il capogruppo leghista Gianpiero Zinzi ha rincarato la dose: «Restare chiuso in una stanza a Salerno non aiuterà la Campania a vedere la luce in fondo al tunnel ha detto - Dal canto nostro continuiamo, con senso di responsabilità a garantire la piena collaborazione nell'esclusivo interesse dei campani». Sul fronte delle commissioni, lunedì si riunirà l'aula per votare i due organismi d'inchiesta, uno su Polo ambientale proposta dal centrodestra e uno su Terra dei Fuochi recuperato dai grillini dopo la polemica interna. Non ci sarà unanimità. «Sono favorevole alla commissione d'inchiesta sulla Terra dei Fuochi, in quella speciale della scorsa legislatura ero sempre presente, ma dico no all'istituzione di un'altra d'inchiesta: in passato siamo stati attaccati per la proroga della commissione sulle partecipate ed ora ne creiamo a dismisura?», fa sapere il consigliere Francesco Emilio Borrelli di Europa Verde. 

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