Bordate di De Luca ai cinquestelle:
«Idioti, imbarbarimento colpa loro»

Sabato 19 Ottobre 2019 di Alessandro Calabrese
Altro che conciliazione. Il ciclone De Luca si abbatte di nuovo sui 5 Stelle. Il presidente della Regione dal capoluogo irpino parla di burocrazia e politica ma soprattutto di un governo che non funziona e non le manda certo a dire ai vertici del Movimento. Il tutto mentre la pagina Facebook «Figlie delle chianchiarelle» diffonde un audio del governatore mentre, in una riunione coi sindacati sulla vertenza degli operai forestali rimasti senza stipendio, sbotta e afferma: «E ringraziamo il Padreterno se la Corte dei Conti si sta ferma».
 
De Luca ad Avellino, parlando ad architetti ed ingegneri, mette in fila Grillo, Bonafede e Di Maio e spara a zero su tutti. «Abbiamo classi dirigenti che sono permanentemente in guerra con la grammatica, la sintassi, la storia, la geografia e ormai anche con la matematica. C'è gente dice riferendosi al ministro degli Esteri che inventa il mandato zero. E questo finisce per aggravare tutto». De Luca è un fiume in piena. Altro che conciliazione con gli alleati del Pd al Governo nazionale. Il governatore punta l'indice contro il capo politico dei pentastellati e, a ruota, contro Beppe Grillo: «C'è un processo di imbarbarimento. Quello dei salti in piazza, dei saltimbanchi e dei comici. Dell'uno vale uno. Ma vi rendete conto che razza di idioti sono quelli che hanno detto: 1 vale 1. Provate ad immaginare un Governo che è fatto di macchine complesse in mano a gente che non ha mai fatto niente nella sua vita e che prima faceva ridere e oggi neanche questo».

Poi passa al titolare del dicastero della Giustizia Bonafede e attacca a testa bassa: «Sto seguendo con i brividi addosso le proposte del sedicente ministro della Giustizia, tale Bonafede. Io dico Buonanotte. In particolare, il dibattito sull'eliminazione dei termini della prescrizione nei processi. In sintesi, siccome lo Stato non riesce a garantire processi giusti e rapidi, creiamo per il cittadino una condizione d'inferno, per la quale per 20 anni deve stare con una spada di Damocle sulla testa. Questa è la barbarie, non è la moralità. Possiamo immaginare che un povero cristo debba stare 20 anni a subire un calvario? Questo, purtroppo, accade solo in un Paese dove il dibattito pubblico porta a trasformare un avviso di garanzia in una condanna finale». Poi, proprio a proposito di moralisti, torna su Di Maio. «I barbari che ci governano hanno calpestato la dignità degli esseri umani dice - per fare un po' di demagogia e un po' di voti, saltando in piazza. Sono gli stessi che avevano case abusive di 150 metri quadri e hanno ottenuto un condono pagando 3mila euro».

Contemporaneamente, sul web monta il caso dell'audio rubato da una riunione di De Luca con i sindacati. Argomento, i fondi per gli stipendi degli operai forestali in capo a Province e Comunità montane. A chi immagina uno stanziamento regionale diretto per gli stipendi arretrati, il governatore risponde furibondo: «La Regione in tutto questo non c'entra niente. E stiamo con mezzo miliardo di euro buttato. Stiamo camminando sul filo del rasoio, poi si arriva a un certo punto che crolla tutto, perché basta una goccia. Basta un esposto alla Procura per far crollare tutto il Padreterno». Quest'ultimo da ringraziare «se la Corte dei Conti sta ferma». © RIPRODUZIONE RISERVATA