Grate al Plebiscito, il secondo round spaventa il Comune e de Magistris cerca l'intesa col ministro

di Pierluigi Frattasi

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«Riprenderemo subito i lavori in piazza del Plebiscito, senza aspettare il ricorso in appello del ministero dei Beni culturali». Attilio Auricchio, direttore generale del Comune di Napoli, non ha dubbi: «Riconsegneremo a breve le aree alle imprese. Ripartiremo col vecchio progetto». Ma la partita non è ancora chiusa. Il ministero dei Beni culturali ha già messo al lavoro l'ufficio legislativo e l'avvocatura di Stato per studiare le carte. L'intenzione, spiegano dalla sede del Collegio Romano, è di impugnare la sentenza al Consiglio di Stato. I tempi rischiano di allungarsi ancora una volta. All'orizzonte, quindi, spunta un piano B: la possibilità di trovare un compromesso, spostando le grate di pochi metri, all'esterno dell'emiciclo di piazza del Plebiscito, sul quale vige il vincolo paesaggistico. Un'ipotesi non particolarmente complicata dal punto di vista tecnico, per la quale basterebbe solo una semplice variante. Non è escluso allora che il Comune, per scongiurare la perdita di altro tempo, possa proporre al Governo proprio questa soluzione.
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Martedì 5 Febbraio 2019, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 05-02-2019 13:04
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