Italia Viva debutta a Napoli: centinaia di adesioni, anche gli intellettuali

Mercoledì 2 Ottobre 2019 di Adolfo Pappalardo
Alla fine, per lunedì prossimo, hanno dovuto prendere una location più capiente. Non la solita libreria dove in questi mesi hanno discusso ma una più accogliente sala a piazza Trieste e Trento. Perché in questi ultimi giorni, i due comitati renziani Crescita Napoli e Napoli Società Aperta hanno ricevuto centinaia di richieste a partecipare al primo incontro programmatico della Campania. Certo bisogna attendere la tre giorni della Leopolda dal 18 ottobre per ascoltare il verbo renziano e assistere all'ufficializzazione del manifesto di Italia Viva, ma per ora lunedì rimane l'unico appuntamento di un certo spessore a Sud del Garigliano. A officiare il parlamentare Gennaro Migliore che, con la collega Lisa Noja, ha avuto dall'ex premier l'incarico di redigere il manifesto programmatico che sarà presentato alla tre giorni di Firenze.
 
E chi per adesione e chi per curiosità si è già segnato la data di lunedì prossimo. «Crescita Napoli coglie l'occasione del bilancio di un anno di attività per organizzare questo sorta di prova generale della presentazione di Italia Viva a Napoli», spiega Antonio Solano, coordinatore del comitato renziano Crescita Napoli, quello con più iscritti d'Italia. Professione dirigente medico al Pellegrini ha subito raccolto, mesi fa, la chiamata alle armi lanciata da Renzi e Scalfarotto per iniziare campagne civiche dal basso. E Solano si è lanciato nella battaglia vincente sulla grata della metro a Piazza Plebiscito. «Sinora il movimento è stato presentato solo a Milano e Roma, lunedì sarà una prova d'orchestra in attesa dell'evento ufficiale con Ettore Rosato, il coordinatore nazionale del movimento», aggiunge Solano. Anche perché all'iniziativa di lunedì aderiscono e partecipano anche un bel gruppo di comitati provenienti da mezza regione (sono quasi una sessantina tra Napoli e provincia): Sapere 2 Napoli, Vero Napoli, Castellammare Città Aperta, democrazia Napoli, Europa Montemarano, Europa Aiello del Sabato, Società Aperta città di Gragnano, Pompei Viva, Crescita Napoli 2, Crescita Afragola, uniti per l'Europa Pozzuoli e Crescita Mugnano.

Solo il comitato di Crescita Italia conta un centinaio di iscritti. Tra cui molti professionisti partenopei: da Mariano D'Antonio a Stefano Bonatti, da Roberto Di Lauro a Paolo Remondelli, da Sergio Locoratolo a Luigi Caramiello. Ma il gruppo è variegato se ci trovi uno come Aniello Borrelli, partigiano napoletano e figura storica del Pci ma anche giovanissimi come Gianpaolo Martinelli e Marianna De Rosa, reduci da «Meritare Italia», la scuola politica di Matteo Renzi tenutasi a Lucca quest'estate.

Facile, quindi, che la sala lunedì si riempia velocemente. Anche perché con il passare delle ore, alla spicciolata, aumentano le adesioni. E i renziani sono convinti che l'andamento proseguirà anche nei prossimi mesi coinvolgendo gli amministratori. Ad oggi, infatti, la scissione in Campania è stata tutto sommato minima: dal parlamentare Migliore alla ex senatrice Graziella Pagano mentre molti sindaci, pur renziani nel dna, non se la sono sentita. Come Ciro Buonajuto primo cittadino di Torre del Greco o il collega di Agerola Luca Mascolo. Meglio aspettare gli eventi. Mentre a rompere subito gli indugi è stato Tommaso Pellegrino, ex deputato dei Verdi e ora a capo del comune di Sassano, nel Cilento.

Ma qualcuno ha deciso di uscire allo scoperto proprio nella conferenza programmatica napoletana. E fra i tanti amministratori ci saranno Beniamino Palmieri sindaco di Montemarano con il consigliere Luigi Ricciardelli, Sebastiano Gaeta vice sindaco di Aiello del Sabato, Tony Pannullo, fedelissimo del capogruppo (di rito lottiano) in Regione Mario Casillo ed ex sindaco di Castellammare di Stabia e Apostolos Paipais, presidente della Municipalità di Scampia che è appena passato armi e bagagli con Italia Viva.

Hanno già annunciato la partecipazione anche lo storico Paolo Macry e il filosofo Biagio De Giovanni, all'inizio critici sull'intesa con i grillini lanciata proprio da Renzi. Ma la scissione renziana ha cambiato le carte in tavola e i due intellettuali sono tra i favorevoli al nuovo movimento. «Potrebbero cambiare molte cose, se Renzi potrà e saprà interpretare la sua mossa al suo livello alto, senza invischiarsi in un'attesa passiva o in un cattivo lealismo o nei tatticismi nei quali è maestro», ha scritto proprio De Giovanni, il filosofo eretico già parlamentare del Pci-Pds, sul suo blog salutando la mossa di Renzi come «provvidenziale alla scena politica». © RIPRODUZIONE RISERVATA